Il cinema italiano dal 2009 ha conosciuto il fenomeno Checco Zalone, l’uomo dagli incassi record, il comico che mette gli italiani davanti alla loro peggior versione, l’uomo che divide, ma che intanto incassa milioni di euro ad ogni nuova uscita. La grande capacità di Checco Zalone, all’anagrafe Luca Medici, non è solo nelle sue abilità artistiche, ma anche nella sua strategia. Non lo si vede quasi mai in televisione, non va in giro a fare interviste a proporsi in continuazione, non esce con un film ogni anno ed è proprio questo che crea nello spettatore una grande attesa. Una scelta atipica nel mondo dello spettacolo, ma che continua a premiarlo.
Checco Zalone è uscito nelle sale il 25 dicembre con Buen Camino dopo sei anni di assenza e in 15 giorni di programmazione ha raggiunto i 60 milioni d’incasso e si attesta come terzo maggiore incasso di sempre nella storia del botteghino italiano. Un nuovo record per il comico pugliese che diventa sempre di più un evento per un pubblico che raggiunge un range d’età vario dai giovanissimi ai più adulti.
Buen Camino, però, ha diviso il pubblico e la critica. C’è chi lo ha amato emozionandosi di fronte alla storia, altri non hanno apprezzato la “pacatezza” di Checco che è sembrato meno scorretto rispetto ai suoi precedenti lavori ( anche se ci sono diverse battute che di corretto hanno molto poco). Ma cos’è realmente questo film? La verità non è assoluta, il gusto è soggettivo, poi ci possono essere le certezze tecniche, ma l’arte forse non ha bisogno solo di questo ma di emozioni che possono essere varie.
Buen Camino è una critica ad una figura che è molto presente in Italia, il figlio di papà che vive nel lusso estremo non avendo guadagnato nulla di quella ricchezza di cui gode e che prova a risolvere tutto pagando. Checco è un cinquantenne che non ha mai lavorato in vita sua, fidanzato con una super modella di 25 anni e ha dimenticato dell’esistenza della figlia Cristal, adolescente, che ha i beni che ogni ragazzo vorrebbe, ma non gode della presenza di suo padre. Una ragazza che prende una decisione forte per ritrovarsi e forse proprio per essere cercata dal suo papà e così che Cristal decide di partire per il Cammino di Santiago. Un richiamo che Checco raccoglie inizialmente faticando ad accettare le ristrettezze che un cammino spirituale porta a vivere. Ma quel percorso si dimostra essere salvifico per lui e per Cristal, un padre ed una figlia che non avevano dialogo, ma si ritrovano braccio a braccio, occhi negli occhi nella semplicità di una vita che non avevano mai vissuto insieme
Un film che presenta alcune caratteristiche della comicità di Zalone con battute anche forti, ma che per certi versi lascia spazio anche maggiormente all’uomo, che prova a mettere in scena un altro aspetto. La critica alla società, una spinta al ritrovarsi nella semplicità, ma soprattutto nel guardare negli occhi le persone ascoltandole e scoprendo che magari qualcosa nella propria vita non si sta portando avanti nel modo giusto. Per la prima volta il recordman pugliese porta in scena il rapporto padre e figlia, diverso da quello visto in Sole a Catinelle con il piccolo Nicolò. Più difficile, più emozionale, più introspettivo e anche più burrascoso, ma forse più attuale e veritiero ed è forse proprio per questo motivo che qualcuno ha lasciato le sale con una lacrimuccia inaspettata per un film di Zalone.
Ad essere grande protagonista è come sempre la musica con vere proprie hit pronte a diventare l’ennesimo tormentone di zaloniano e per chi ha il cuore dolce ascoltare Buen Camino potrà far comprendere che forse Checco Zalone non è solo il politicamente scorretto, l’ignorante del sud che vive arginando le regole, ma è anche Luca Medici un animo quasi poetico anche se molto nascosto. E forse è proprio questo che è piaciuto Buen Camino anche a chi, come chi scrive, non è grande estimatrice del comico pugliese, ma che ne apprezza la capacità di dare una boccata d’aria al cinema italiano bussando alla porta senza tanti proclami e delirio di onnipresenza.
Buen Camino a todos!
