Resurrection: il Premio della Giuria a Cannes 2025, che forse non convincerà tutti

Vincitore a Cannes, Resurrection è un film che dividerà la critica e il pubblico. Dal 23 aprile al cinema.
14 Aprile 2026

Da quando mi sono appassionato al cinema, ormai più di dodici anni fa, credo di aver visto nella mia vita almeno un migliaio di film al cinema, quindi in questo calcolo non vanno annoverati i film visti su un televisore o su un computer. Sicuramente non verranno aggiunti in questa lista i film visti  sul telefono, perché non ce ne sono. I film non possono essere visti sullo smartphone perché non sono nati per quello.

In mezzo a questo migliaio di visioni al cinema ho abbandonato la sala prima della fine della proiezione del film una sola volta, nel 2022, alla visione del film Tàr.

Nel 2026 ho visto un film che si è aggiunto con prepotenza a questa particolare lista: Resurrection, diretto da Bi Gan, in uscita in Italia il 23 aprile.

La lunghezza del film non è di per sé un problema, di grandi che superano le tre ore di durata ce ne sono diversi, anche recenti. Da The Wolf of Wall Street a Babylon, da Blade Runner 2049 a Mademoiselle.

Anche la lentezza non è sinonimo di noia, tantomeno di calo dell’intrattenimento. Esistono, da un lato film con montaggi velocissimi e sparatorie ogni tre per due, noiosissimi, dall’altro film che si prendono il proprio tempo, pur tenendo lo spettatore attaccato allo schermo. Lazzaro Felice è un film che potremmo definire lento, ma che intrattiene lo spettatore egregiamente; non a caso è uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.

Il problema di Resurrection è una complessità nella trama che rischia di rendere la pellicola elitaria, diretta esclusivamente ad un tipo di pubblico di pseudo-intellettuali che attendono solamente un movimento di macchina particolare e ricercato o un soliloquio filosofico del protagonista per aggiungere questa pellicola alla lista delle migliori dell’anno.

La trama del film risulta inutilmente aggrovigliata in un eclettismo di generi, che non rende giustizia ad alcun genere, dal film muto al noir classico.

Vincitore a Cannes, Resurrection spaccherà, molto probabilmente, la critica e il pubblico in due diverse fazioni: chi lo amerà e chi lo odierà.

Chi sta scrivendo fa parte del secondo gruppo per un motivo molto semplice: ama il cinema per tutti. Quanto scritto non porta chi scrive a prediligere film di puro intrattenimento e a cassare quelli più complessi e ricercati, ma a chiedersi sempre: lo possono vedere tutti?

Evviva il cinema, sempre, quello che ci piace, quello che non ci piace, quello intellettuale e quello solo d’intrattenimento.

Il mio consiglio riguardo la visione di Resurrection? Andatelo a vedere e fatemi sapere cosa ne pensate.

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