La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è conclusa e anche quest’anno ha portato tante opere degni di nota. Tra questi spicca il vincitore del premio per il miglior film, ovvero I See Buildings Fall Like Lightning diretto da Clio Barnard (Ali & Ava: storia di un incontro), scritto da Enda Walsh e tratto dall’omonimo romanzo di Keiran Goddard.
Patrick (Anthony Boyle, House of Guinness), Shiv (Lola Petticrew, Furious), Rian (Joe Cole,Peaky Blinders), Oli (Jay Lycurgo, Steve) e Conor (Daryl McCormack, Wake Up Dead Man: Knives Out) sono amici da sempre. Insieme hanno condiviso l’infanzia, l’adolescenza e ora l’età adulta, sullo sfondo di una Birmingham periferica, segnata dai cambiamenti economici e sociali che si sono susseguiti negli anni. Patrick e Shiv sono sposati, si amano e hanno due figlie, ma Patrick fatica ad arrivare a fine mese. Oli è un ragazzo vivace, che, però, pensa più a fare festa che ad assumersi le proprie responsabilità. Conor, invece, aspetta una bambina e ha una ditta di costruzioni che non va così bene come tutti pensano. Infine, c’è Rian, l’unico che ha lasciato la loro città natale per cercare fortuna a Londra, dove vive nel lusso grazie a una serie di investimenti che gli hanno fruttato migliaia di sterline. Da piccoli hanno sognato un futuro insieme e ora si ritrovano a trent’anni con una vita che non è esattamente quella che si aspettavano.
È nella natura del cinema narrare storie che gli spettatori sentono particolarmente vicine alla propria esperienza personale. Ci sono film in cui questa sensazione è più forte, altri in cui si percepisce meno. I See Buildings Fall Like Lightning è uno di quei lungometraggi in cui questa vicinanza emerge con particolare intensità. Il lungometraggio di Clio Barnard è il racconto realistico di un gruppo di ragazzi trentenni che si ritrovano a vivere una quotidianità che non immaginavano a causa di una realtà politica e sociale che li ha traditi e non ha offerto loro ciò che aveva promesso. E così si ritrovano a esistere in un ambiente che li mette costantemente alla prova, che non dà loro tregua e li tiene sempre sul precipizio di uno strapiombo.
In un mondo dominato dall’incertezza, la loro amicizia è un’ancora di salvezza e stabilità, l’unico filo che li collega ancora a un periodo della loro esistenza in cui si sentivano invincibili, in cui credevano ancora che il mondo aspettasse solo loro. I See Buildings Fall Like Lightning è un’opera che non fa sconti e racconta con estremo realismo una generazione di ragazzi che si è dovuta accontentare di sopravvivere e basta.

Il film di Barnard è una storia d’amore, di dolore, di dipendenze, di morte, di famiglia, di volontà, ma anche di speranza, quella speranza insita nell’essere umano che non si spegne anche nelle ore più buie. Un racconto che prende vita nei colori delle inquadrature e nella loro costruzione. Le atmosfere trascinano lo spettatore all’interno delle vicende, per fargli sentire che in fondo non sta facendo altro che guardare un’altra versione di sé. Un’anticipazione di ciò che avrebbe potuto essere e, contemporaneamente, di ciò che è. La regia traduce in immagini quella sensazione di impotenza, quasi di claustrofobia, che attanaglia i protagonisti. Le inquadrature coinvolgono lo spettatore e rafforzano quella sensazione di comprensione e immedesimazione, perché, d’altronde, la storia che si snoda sullo schermo diventa il racconto di una generazione di giovani che si sente tradita da chi l’ha preceduta.
Il cast, poi, restituisce i sentimenti dei personaggi con grande naturalezza e bravura, ci si emoziona con loro e ci si immedesima in loro. Anthony Boyle è forse colui che spicca maggiormente, grazie a un’interpretazione ricca di sfumature, capace di rendere il suo personaggio ancora più universale. Una performance attoriale di grande valore che gli è valsa il premio come miglior attore in questa edizione della kermesse romana.
In un periodo come quello che stiamo vivendo oggi, in cui il futuro è sempre più nero e per i più giovani è sempre più difficile trovare la stabilità e l’indipendenza tanto sognate, I See Buildings Fall Like Lightning è una rappresentazione veritiera della realtà. Allo stesso tempo mostra che, se circondati dalle persone giuste, la vita diventa un po’ più sopportabile, anche se gli anni passano, il tempo trascorso insieme diminuisce e la vita adulta finisce per separare.
Nel cast del film – prodotto da Moonspun Films, BBC Film e BFI – anche Millie Brady, Lucie Shorthouse e James Eeles.
