Il malato immaginario che ha paura di vivere

Il Teatro Manzoni quest’anno spegne ben 150 candeline e per festeggiare ha creato una stagione teatrale con fiocchi, tra cui spicca anche il nuovo allestimento di un grande classico della comicità francese come Il malato immaginario di Molière.

Il comico scelto per portare sul palco le avventure di uomo, che crede di soffrire di tutte le malattie immaginabili, è Emilio Solfrizzi. L’attore dona al protagonista una comicità che in certe scene, tra clisteri e purghe, raggiunge delle vette di assurdità e moltissime risate a crepapelle tra il pubblico in sala.

La regia dell’adattamento, affidata a Guglielmo Ferro, guarda molto più alla Commedia dell’arte italiana di Goldoni che a quella di Molière. I due grandi riformatori del teatro, sappiamo, hanno saputo entrambi rappresentare come nessun altro i vizi della nobiltà e della borghesia. Il protagonista qui è così fissato con le sue malattie, ovviamente immaginarie, che l’unica scenografia sul palco, oltre le quinte, è un enorme struttura con delle scale, da cui sale e scende, che ricorda le credenze di un’antica farmacia. Tra milioni di cassetti e mensole, Argante passa letteralmente le sue giornate calcolando i soldi spesi e aspettando il farmacista in cui è in cura, il suo fidatissimo Dottor Purgone. Il protagonista è così ipocondriaco, che partorisce l’idea di far sposare la sua figlia maggiore Angelica, l’attrice Viviana Altieri, con Tommaso Diaforetico, nipote del suo farmacista, con il solo scopo di aver così a disposizione, gratuitamente, un medico in famiglia in quanto suo genero.

Il primo atto si conclude con l’arrivo in casa dell’inquietante Tommasino, enfatizzato ancora di più con un costume rosso e nero da pagliaccio, recitando urlando e scandendo ogni parola con una voce irritante che lo rende grottesco e buffo. Come insegna qualsiasi commedia, la giovane e bella Angelica è già innamorata, ma di Cleante, ovviamente questo segreto, lo sa solo Tonietta, la fidatissima servetta di casa, interpretata da Lisa Galantini, sveglia e furba, che aiuterà in tutti i modi i due giovani innamorati, anche con il supporto di Beraldo, fratello di Argante, che appare solo nel secondo atto.

L’interpretazione di Emilio Solfrizzi è divertente e mette in risalto le numerose sfaccettature caratteriali del protagonista, ma soprattutto dona nel monologo finale delle sfumature malinconiche che emozionano. Molto riuscite anche le performance di Lisa Galantini e Viviana Altieri: esuberante la prima, tenace la seconda, che mostrano per tutta la durata dello spettacolo grande sintonia nella recitazione con Solfrizzi.

Il malato immaginario di Guglielmo Ferro è divertente e rende ancor più farsesca l’opera originale del commediografo Jean-Baptiste Poquelin, detto Molière.

IL MALATO IMMAGINARIO di Molière

8 – 20 Novembre 2022 – TEATRO MANZONI

Adattamento e regia Guglielmo Ferro

con Emilio Solfrizzi, Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Sergio Basile, Viviana Altieri, Cristiano Dessi, Luca Massaro, Cecilia D’amico e Rosario Coppolino

Costumi Santuzza Calì

Scenografie Fabiana Di Marco

Musiche Massimiliano Pace

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