Caterina Guzzanti debutta alla regia con “SECONDO LEI”: un intimo viaggio nella fragilità di coppia

9 Ottobre 2025

Sala Umberto dal 7 al 12 ottobre

Caterina Guzzanti affronta il suo debutto come drammaturga e regista con “SECONDO LEI”, in scena alla Sala Umberto.
Lo spettacolo, un intenso flusso di pensiero sul tema universale della fragilità di coppia, si preannunciava come un’indagine necessaria sull’ossessione per “la giustezza della coppia a tutti i costi”.
Le premesse sono coraggiose e il risultato, supportato da un’estetica convincente, trova solo qualche ostacolo nel ritmo.
L’allestimento scenico si rivela fin da subito uno degli elementi di maggiore interesse. La scenografia, un palco sopraelevato e un telo di fondo che consente il gioco delle ombre, crea un doppio livello narrativo, dove l’inconscio dei personaggi prende forma visiva.
Efficaci anche le luci, che sottolineano con maestria il mutare delle diverse atmosfere emotive.
Centrale è l’uso di oggetti simbolici. La botola, in particolare, diventa il luogo fisico della riflessione amara della protagonista, che vi “cade” per ritrovare la sua dimensione più intima e dolorosa.
Altrettanto calzante l’inserimento di un water che, tirato fuori all’occorrenza, si trasforma nel rifugio e nell’ufficio intimo del personaggio maschile, evidenziando il suo bisogno di ritagliarsi uno spazio di fuga e autonomia all’interno della relazione.

La narrazione si apre con l’incontro tra una donna single e un uomo. Durante i tre anni di fidanzamento, il nucleo del dramma emerge con chiarezza: la relazione sessuale non decolla. L’uomo, interpretato da Federico Vigorito, in jeans e camicia di jeans, quasi a sottolineare la sua ordinarietà borghese, sembra rifuggire l’intimità, manifestando un probabile disturbo del desiderio sessuale che non vuole affrontare.
La donna, che Guzzanti interpreta vestendo prima i panni della single dinamica, pantalone rosso morbido, camicia e stivaletti en pendant, per poi scivolare nella disperazione della vestaglia e dei capelli arruffati, fino a culminare nel grottesco umorismo delle pinne da sub, restituendo con lucidità la tendenza, spesso femminile, all’autocolpevolizzazione.
L’attrice riesce a far emergere le sottigliezze del suo punto di vista, ponendo in modo perentorio la crisi del maschio e della femmina.

Le dinamiche della coppia sul palco, sono specchio probabilmente delle coppie presenti in sala, si innesca, infatti, una forte identificazione nel pubblico, e a una spettatrice particolarmente coinvolta, scappa un: “anch’io faccio così” . Una reazione che testimonia l’universalità delle nevrosi raccontate e la capacità degli interpreti di creare un ponte emotivo diretto con gli spettatori e le spettatrici.

Nonostante la profondità del tema e l’ottima resa estetica, il testo presenta una criticità nel ritmo: 75 minuti ossessivamente sulla stessa dinamica, si percepisce una certa ridondanza che appesantisce il flusso narrativo, impedendo a questo intimo spaccato di coppia di raggiungere quel dinamismo emotivo che la messa in scena promette.

“SECONDO LEI” è un’opera prima di Caterina Guzzanti che merita attenzione, è un racconto coraggioso sulla crisi e l’incomunicabilità contemporanea, che riesce a toccare le corde dell’identificazione e dell’umorismo del pubblico. Come il titolo promette, si evidenzia il punto di vista di lei, lasciando in sospeso la speranza di trovare un giorno non solo “secondo lei,” ma anche un convincente “secondo lui”.

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