“Basco Rosso”: superare i limiti e diventare un “Cacciatore”

3 Aprile 2023

Da lunedì 3 aprile va in onda su Rai1, in seconda serata e in quattro puntate, la nuova docu-serie “Basco Rosso”: firmata da Claudio Camarca, che ne cura anche la regia, e prodotta da Groenlandia, il progetto racconta le circa otto settimane di durissimo addestramento che permettono a fine corso di entrare in uno dei reparti di élite dell’Arma dei Carabinieri, gli Squadroni Eliportati Cacciatori, impegnati in prima linea nella “caccia” ai latitanti e nella lotta contro la criminalità organizzata.

Le telecamere entrano in via esclusiva negli spazi dove gli aspiranti Cacciatori vivono e si addestrano, prima nella caserma del Tuscania a Livorno, poi nella base operativa dell’eliporto “Luigi Razza” a Vibo Valentia, mostrando il lato umano, gli sforzi, la difficoltà e l’incredibile volontà dei cadetti che decidono di intraprendere un percorso di formazione e specializzazione che li trasforma in performanti membri dell’Arma sempre in prima linea nel gravoso, benché necessario, compito di difendere e proteggere il cittadino dalla sempre più presente minaccia delle mafie sul territorio nazionale.

Claudio Camarca, nella conferenza stampa di presentazione avvenuta il 28 marzo, sottolinea le difficoltà nella realizzazione di un lavoro del genere: dai ritmi estenuanti dell’addestramento che sono gli stessi della troupe che riprende tutto, da qui la necessità di cambiare spesso gli operatori, le problematicità intrinseche delle riprese all’interno di zone militari, quindi sensibili, e infine la garanzia di non artificiosità del lavoro stesso, ottenuto attraverso una preliminare e poi costante opera per guadagnarsi la fiducia di cadetti ed istruttori. Non bisogna dimenticarsi che i protagonisti della serie sono i Cacciatori stessi, non attori: sono persone che potenzialmente rischiano la vita ogni giorno e a latere hanno tutti delle famiglie, che per il solo fatto di essere imparentate con i Cacciatori diventano bersagli latenti. Chiunque non si sentirebbe a proprio agio a farsi riprendere sotto queste condizioni.

Durante la conferenza, come nel trailer proposto, è emerso spesso il concetto di “raschiare”, usato nella duplice forma di “raschiare il fondo” e “raschiare via la ruggine”. Con il primo si intende raschiare il fondo di sé stessi, scavando dentro di sé per superare i limiti che ci siamo autoimposti, con il secondo si intende l’opera di limatura che a poco a poco, pezzo a pezzo, “disossida” dalla ruggine delle convenzioni sociali il cadetto, fino a mutare lo sguardo di quest’ultimo su sé stesso e sul mondo circostante. Non è un’opera di creazione, direi piuttosto un processo di trasformazione in continuo divenire al termine del quale il militare può fregiarsi dell’onore e dell’onere di portare quell’iconico basco rosso che dà il titolo alla serie.

L’addestramento del Cacciatore è la metafora della vita di tutti coloro che, con incredibile sforzo, volontà di ferro e tanto, tanto, sacrificio costante fanno del loro meglio per cercare ogni giorno di essere più performanti rispetto al giorno precedente. Non diventeremo dei militari specializzati nella lotta alla criminalità, ma c’è la seria possibilità di diventare esseri umani migliori di ieri e questo, per le persone comuni, dovrebbe essere già abbastanza.

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