Arriva al cinema con 01 Distribution finalmente dall’8 ottobre L’Estranea. Diretto da Paolo Strippoli che ha firmato la sceneggiatura insieme a Salvatore de Chirico, dopo il passaggio in Concorso alla 83° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, si è aggiudicato il prestigioso First Runner Up del People’s Choice Midnight Madness Award al Toronto International Film Festival. Presentato all’estero come The Spiral, è stato poi selezionato per rappresentare l’Italia nella categoria Miglior Film Internazionale per gli Oscar 2027.

Nel bel mezzo di un tremendo temporale che sta colpendo Roma Anna, interpretata da Jasmine Trinca, si presenta senza preavviso a casa della figlia Alice, Romana Maggiora Vergano. La madre che da tempo non è in buoni rapporti con la ragazza decide però che è giunto il momento di rivelare uno dei misteri che ha portato alla rovina la sua stessa famiglia. Quindi il film salta indietro nel tempo, più precisamente nel 1999, a Bari nella ricca dimora di Walter, Adriano Giannini, titolare della sartoria Colonna ereditata dal nonno e trasformata in un negozio d’abbigliamento dove tutti i baresi, che contano, comprano i loro vestiti. Tutto cambia proprio durante una festa nella nuova casa di Anna e Walter con i loro figli Tobia ed Alice, ai tempi era una bambina, che viene portata in urgenza in ospedale. Il White Party di Ferragosto si tinge di rosso, del sangue di Alice che rischia di perdere una gamba, ma nella vita di Anna appare una misteriosa donna interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Qui la madre prende una delle decisioni più difficili e si ritrova a fare un patto faustiano con l’Estranea, che sarà in grado d’apparire nei momenti più tragici che colpiranno la famiglia Colonna da cui la donna sarà maledetta tanto che finirà per pagare il prezzo più alto di questa dannazione.

Paolo Strippoli e Salvatore de Chirico costruiscono un storia in grado di parlare a tutti, un horror che sfuma nel thriller, ma anche nel dramma anzi nell’orrore familiare che ricorda in certi versi Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos. Qui è la figura materna costretta a sacrificare come ripete l’Estranea “una vita per un’altra vita” ed Anna sceglie quella del figlio, con un futuro da calciatore, per la figlia che deve girare a breve una pubblicità, in cui lei si rivede essendo un attrice mancata, ma anche per la paura del giudizio degli altri. La protagonista all’inizio non sa ancora che questa drastica scelta ne porterà ad altre fino ad essere risucchiata in una spirale, la chiave di lettura e il titolo internazionale del film. Questa figura geometrica apparirà sia a livello visivo, si può scorgere nella forma delle liquirizie che Anna mangia in modo ossessivo, nel formicaio dove le formiche ruotano intorno e su una maglietta di Tobia, ma anche nella struttura narrativa basata su una spirale che si divide simmetricamente in quattro capitoli, che portano i nomi dei ruoli familiari, più un epilogo finale.
L’Estranea possiede una sceneggiatura, che riesce a tenere per tutta la durata il pubblico con il fiato sospeso ma è anche curato nella regia e nella fotografia. Nel presente si riprende i colori del tetro Piove, il primo lungometraggio del regista pugliese, invece le scene nel passato del Ferragosto maledetto, ad esempio, possiedono luci accecanti con delle luminosità stile Midsommar. Un film ovviamente non può funzionare se non possiede un eccellente cast e ovviamente questo è formato da i nomi più importanti del nostro cinema come Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. L’attrice italiana naturalizzata francese nell’enigmatico ruolo smonta con il suo umorismo nero, i momenti più drammatici che risultano di una comicità fuori dagli schemi che lo spettatore non può resistere e farsi una risata sulle disgrazie dei Colonna. Da segnalare anche le musiche originali di Rob Coudert ma soprattutto la scelta di “Narcotic” della band tedesca Liquido, che fa da sfondo musicale ad una coreografia durante il White Party in un momento di apparente perfezione che si trasformerà improvvisamente in una tragedia. Una canzone poi così virale durante i giorni del Festival tanto da diventare la colonna sonora dei post dedicati a Venezia 83 di chiunque, anche della sottoscritta, che ha avuto modo di partecipare quest’anno alla manifestazione.

Per concludere L’Estranea di Paolo Strippoli è la conferma che finalmente l’Italia ha trovato un giovane regista che può essere esportato all’estero e mostrare di nuovo che siamo, ancora, capaci a fare gli horror.
