Les Femmes au Balcon- The Balconettes di e con Noémie Merlant

28 Ottobre 2024

Cos’hanno in comune il caldo torrido e gli uomini? Apparentemente niente suggerireste voi, eppure Noémie Merlante nel suo Les Femmes au Balcon mette in piedi un paragone di una potenza inequivocabile declinando il concetto di calore soffocante proprio come senso di oppressione del pensiero maschilista e sessista sulla donna.

Ruby (Souhelia Yacoub), Nicole (Sandra Codreanu) e Élise (Noémie Merlant) condividono un appartamento a Marsiglia e vi rimangono bloccate in seguito ad un’ondata di calore che invade tutta la Francia costringendole a rimanere intrappolate in una dinamica tanto surreale quanto plausibile.

Les Femmes au Balcon è il secondo lungometraggio della talentuosa attrice Noémie Merlant che nel 2021 aveva aperto le danze con Mi Iubita, Mon Amour. Nonostante sia il secondo approccio registico, la regia appare fin da subito molto interessante e consapevole. La prima ripresa ricorda l’Hitchcock de La Finestra sul Cortile catturando l’occhio dello spettatore e immergendolo nell’intimità più profonda della storia. La storia è una storia di donne raccontata da donne, in cui l’uomo appare solo se in relazione o in dinamica con una donna. Strano, se ci rifacciamo al significato del film che allude all’oppressione psicologica e fisica della donna proprio da parte degli uomini; invece no, perché il film racconta qualcosa di più intestino ancora e cioè la subordinazione quasi inevitabile anche in assenza di visione o presenza fisica dell’uomo. É un dramma di gran lunga più morboso. É il caso di Nicole, scrittrice timida e introversa, devota alla morigeratezza, che si sente “perseguitata” dall’idea di dover desiderare un uomo e lo brama come frutto della sua immaginazione. Al contrario Ruby, eccentrica e sregolata camgirl, aperta e libera sessualmente e mentalmente finché quella libertà verrà tarpata dall’invasione non concessa del suo sé. Élise si manifesta come perno che bilancia le altre due; il suo fardello è forse quello più pesante da sostenere. Attrice, sposata con Paul, patisce quella violenza psicologica e fisica proprio da suo marito scardinando il concetto che una violenza di qualsiasi genere non possa essere definita tale se avviene all’interno di una coppia.

É in quel “non riesco a respirare” di Élise che si sviluppa la storia e inizia l’allucinazione di un mondo soffocante che lascia affiorare i pensieri più violenti e intimi degli oppressi. Le protagoniste continuano a svestirsi per liberarsi, ma la loro nudità non fa storcere l’occhio neanche una volta, accresce l’urgenza.

Il film non si può confinare ad un genere preciso, dovremmo definirlo una “horror-thriller love story tragicomica”. Noémie Merlant non ha il timore di non incastonarlo in alcun binario definito, spinge l’acceleratore al massimo. Troppo? In alcuni momenti si ha l’impressione che sarebbe bastata anche solo la metà per renderlo un prodotto oltremodo interessante. La prima mezz’ora vola per quanto bella: le riprese, i dialoghi, i colori lavorati in maniera magistrale, la struttura…è la parte centrale ad avere le maggiori problematiche. A rimetterci maggiormente è il personaggio di Nicole, indagato con ogni probabilità in percentuale troppo bassa rispetto alle altre due (Noémie Merlant e Souhelia Yacoub godono inoltre di un talento incredibile che tende di tanto in tanto a sovrastare la pur brava Sandra Codreanu). L’ultimo frangente si fa troppo didascalico scadendo a volte in frasi banali rispetto al contenuto visionato per la prima ora e mezza ritardando il finale che poteva tranquillamente verificarsi con quindici minuti di anticipo, per quanto iconica sia la scena in barca che abbraccia un mondo ben più vasto di quello che vediamo agire ai fini del racconto e che riprende l’inizio chiudendo un cerchio, ma aprendo una riflessione.

Les Femmes au Balcon è nel complesso un film piacevolissimo sia visivamente che mai abbastanza necessario per la contemporaneità. É un film completamente libero, in tutto, che dimostra un enorme coraggio di osare anche a costo di non arrivare o convincere tutti, che non ha paura di lasciare del tempo per ripensarci, anzi, è quello che vuole. É un film che per l’ennesima volta conferma la poliedricità di Noémie Merlant che scrive, dirige e recita e che fa sua più che può questa creatura. Ma è anche un film che, a parer mio, dimostra che in Italia, il desiderio di libertà vera, che ha bisogno di essere vista e rivista e rivista ancora nella sua nudità, non l’abbiamo ancora quasi per nulla concepito per immagine. E col pensiero.

Les Femmes au Balcon- The Balconettes arriverà al cinema prossimamente distribuito da Officine- UBU.

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