Terrifier ovvero Art il Clown l’anti-eroe del nuovo horror underground

30 Novembre 2024

Ho recuperato “Terrifier” di Damien Leone un horror slasher indipendente che ha conquistato gli appassionati del genere. New York, 2016. Il panorama horror sembrava aver perso mordente. Troppi film patinati, troppa CGI, troppo poco coraggio. Poi arriva Terrifier, un pugno nello stomaco diretto da Damien Leone e tutto cambia. Terrifier è girato con un budget così basso da far sembrare i primi slasher di Carpenter delle megaproduzioni. Puro horror underground: sporco, crudo. Zero compromessi. Un approccio spietato, estetica cruda e un villain iperviolento ma memorabile: Art the Clown. La prima domanda che mi sono posto è banale. Ma quanto è costato Terrifier? Cominciamo col dire che il successo di “Terrifier” è stato alimentato dalla crescente popolarità del suo protagonista “Art the Clown”. Il personaggio era già apparso in precedenza nel cortometraggio “The 9th Circle” (2008) ma è con “Terrifier” che ha trovato il suo palcoscenico ideale. Andiamo al punto. “Terrifier” è stato realizzato con un budget di circa 35.000 dollari, una cifra straordinariamente bassa per un film di questo impatto. Ci compri una Tesla! Gran parte del successo del film è dovuto all’abilità di Damien Leone, che ha iniziato la sua carriera come artista di effetti speciali. Grazie alla sua esperienza, il film offre scene gore estremamente realistiche senza ricorrere a costosi effetti digitali. Location semplici e desolate. Edifici abbandonati, strade urbane vuote, atmosfere inquietanti. L’uscita del sequel, “Terrifier 2” (2022), è stata finanziata anche grazie a una campagna di crowdfunding, testimoniando quanto grip avesse sul pubblico questo malefico pagliaccio. A quel punto Terrifier 2 ha superato ogni aspettativa, incassando oltre 15 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 250.000 dollari. Impresa pura.1. Art the Clown è la principale attrattiva di “Terrifier” interpretato da David Howard Thornton. Questo personaggio combina il mutismo tipico di Michael Myers con l’eccentricità di Pennywise, ma aggiunge un sadismo unico. La sua mimica grottesca e l’umorismo nero lo rendono disturbante e affascinante allo stesso tempo. Terrifier ti fa chiudere gli occhi, è puro slasher, focalizzato sull’adrenalina e il terrore. Un omaggio ad un certo tipo di cinema anni ’80. C’è da dire che la trama è totalmente inesistente. Il film sacrifica completamente la narrazione per concentrarsi sulla violenza e sul gore. Tutti i personaggi sono appena abbozzati e privi di profondità. Esistono solo nella funzione di vittime di Art. Inoltre Terrifier diventa dopo pochi minuti prevedibile. Art cattura, tortura e uccide senza un reale progresso narrativo. Tuttavia straordinaria performance di Thornton, che interpreta Art. Thornton non recita, incarna il personaggio. Ogni movimento, ogni smorfia, ogni gesto di questo clown è progettato per farti rabbrividire. Il resto del cast offre interpretazioni mediocri, con dialoghi aberranti. “L’attore della strada si direbbe detto una volta” Quì è anche peggio. In conclusione la presenza magnetica di Art the Clown e l’ingegnosità degli effetti pratici lo rendono un cult moderno. Damien Leone lo capisce e sviluppa un franchise di successo. Curioso pensare che, come i vecchi tempi direbbe qualche vecchio critico, il successo del film non è arrivato dai cinema ma dai festival horror, dal passaparola, dai social. Il sequel ha espanso la mitologia del personaggio e ha raddoppiato tutto compreso sangue. Leone con soli 250.000 dollari(un bilocale a centocelle) tira fuori un successo clamoroso, con un incasso di oltre 15 milioni di dollari al box office. La gente vuole vedere fino a dove Damien Leone è disposto a spingersi, e Art il Clown è diventato l’anti-eroe del nuovo horror underground. La vittoria di Terrifier sta nell’onestà della proposta. Non pretende è un ritorno al nucleo del cinema horror. Questa onestà lo ha reso un cult. Non cerca di essere più di quello che è, ma quello che è lo fa meglio di chiunque altro. Damien Leone ci ha ricordato e dimostrato che non servono milioni di dollari per creare qualcosa di efficace e di (a suo modo) unico. Il pubblico e a seguire l’industria lo hanno compreso prima dei critici. Come al solito.

1 Comment Lascia un commento

  1. Ottima analisi del mitico Art, nuova icona horror, terrifier 3 è veramente una bomba, il migliore della trilogia!!!!! Finalmente l’horror con l’H maiuscola è tornato in barba alle scemenze della Blumhouse e ai vari conjuring!!!!!

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