Dove Osano le Cicogne, il nuovo film di Fausto Brizzi

30 Dicembre 2024

Si apre sotto il segno della commedia il nuovo anno perché il primo gennaio arriva al cinema Dove Osano le Cicogne, l’ultimo film di Fausto Brizzi su soggetto di Angelo Pintus. Nel cast, oltre all’appena citato comico triestino, Beatrice Arnera, Marta Zoboli e Andrea Perroni seguiti da una scia di nomi importanti del calibro di Tullio Solenghi, Maria Amelia Monti, Imma Pirro e Antonio Catania.

“Solo un comico può trattare temi seri” afferma Pintus nella conferenza stampa che ha seguito la proiezione in anteprima del film a Roma e se la messa in atto di questo pensiero è quello che si è tradotto sullo schermo, non possiamo che essere d’accordo con lui. La pellicola in questione è un ottimo esempio di come un tema serio e importante si possa trattare in chiave leggera solo se lo si approccia con delicatezza e sensibilità.

Angelo (Angelo Pintus) e Marta (Marta Zoboli) sono una coppia alla disperata ricerca di un figlio che non arriva. Quando scopriranno che il motivo per cui Marta non riesce a rimanere incinta è legato ad una forma di endometriosi, i due si recheranno a Barcellona, consigliati dal loro amico medico Andrea (Andrea Perrone), per tentare la via della maternità surrogata. Qui entra in scena Luce (Beatrice Arnera) che, per scappare ad una relazione con un uomo legato all’ambiente criminale catalano, deciderà di aiutare la coppia portando in grembo loro figlio e trasferendosi nella loro casa a Milano per la gravidanza.

Il film fa luce su un tema tanto importante quanto delicato del quale però non si deve aver paura a parlare, basta farlo con assoluto rispetto. La gestazione per altri è difatti ancora oggi e in alcuni paesi come il nostro, un argomento tabù che si fa fatica anche solo a nominare. Interessanti sono quindi gli spunti riflessivi proposti, tra cui l’importanza di non confondere la generosità di chi mette a disposizione il proprio corpo per realizzare la felicità di qualcun altro con il diritto decisionale che si pensa di poter, di conseguenza, manifestare su quel corpo e le sue azioni. L’unica pecca è ravvisabile nell’escamotage, un po’ forzato, utilizzato per svelare il “trucco” della pancia finta, salvato però dall’intimità tutta femminile che ne scaturisce.

Fausto Brizzi confeziona un prodotto che innanzitutto quel rispetto che il tema richiede, lo porta, riuscendo a scardinarlo dalla relegazione politica che troppo spesso (e inspiegabilmente) subisce. Per giunta riesce a giocarci sopra in maniera intelligente e con un cast capace di restituire sapientemente l’ironia tipica della commedia all’italiana. Il soggetto è di Angelo Pintus e la sua è la prima apparizione al cinema e nei panni sostanzialmente di se stesso, diremmo (visto che il personaggio del film si chiama appunto con il suo nome e cognome), nei quali però fa sempre una bella figura. Il cast è fortunato, i nomi sono forti e si amalgamano molto bene insieme sostenendosi affinché l’ensemble completo non lasci indietro nessuno. Da Tullio Solenghi che ci tiene a ricordare una certa continuità con un film che avrebbe dovuto realizzare con il famoso Trio dal titolo “La cicogna strabica”, a Maria Amelia Monti nei panni della doula, figura che si occupa di supportare le donne in gravidanza durante tutto il percorso che precede il parto, passando per Beatrice Arnera il cui talento non smette di sorprendere e che in questa occasione ritroviamo in lingua catalana. Ottima anche la prima prova su schermo di Marta Zoboli che porta anche al cinema quella cinità che la personalizza.

Il film prodotto da Attilio De Razza e Nicola Picone sarà al cinema dal primo gennaio 2025, con la possibilità di visionarlo in alcune sale il 31 dicembre presentato direttamente da Angelo Pintus in collegamento.

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