Presentato in anteprima mondiale al Telluride Film Festival arriva dal 23 ottobre, distribuito da 20th Century Studios, nei nostri cinema Springsteen – Liberami dal nulla. Questo film di Scott Cooper non è il classico biopic musicale, ma un racconto intimo di un preciso momento della carriera di Bruce Springsteen basato sul libro Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska di Warren Zanes. L’attore scelto per essere The Boss è Jeremy Allen White, che si è fatto conoscere nei panni di Lip con la serie Shameless e ha confermato il suo talento grazie alla pluripremiata The Bear.

Il film si apre con un flashback dal passato in bianco e nero, dove vediamo Bruce bambino, che vive un’infanzia fatta di sofferenza provocata da suo padre. Douglas Springsteen, sempre interpretato per tutta la durata del film, da Stephen Graham. L’attore britannico che quest’anno si è aggiudicato un Emmy grazie alla miniserie Adolescence, anche qui recita un papà decisamente molto diverso ma sempre complesso e intenso. Poi si passa agli anni Ottanta, Bruce è famoso, ha finito il The River Tour e si ritrova in un preciso momento della sua vita in cui con il nuovo album, che deve ancora scrivere e produrre, darà una svolta della carriera. Ad accompagnare Bruce anche in questa fase c’è sempre il fidato Jon Landau, manager e produttore discografico che in questo lungometraggio viene interpretato da Jeremy Strong. L’indimenticabile Kendall Roy porta sul grande schermo, ancora una volta, un ottima interpretazione di una spalla del protagonista e finalmente nel ruolo di una brava persona. Nel cast si fanno notare anche gli unici due personaggi femminili principali cioè la madre Adele di Gaby Hoffmann e Faye dell’attrice australiana Odessa Young, una figura non realmente esistita ma ispirata alle diverse donne che il musicista frequentava in quei anni.

Come viene raccontato in Springsteen – Liberami dal nulla il seguito naturale del grande successo di The River avrebbe dovuto essere Born in the U.S.A. Invece, nel 1982, Bruce uscì con un album composto da una serie di canzoni cupe che aveva registrato da solo, unicamente per sé e ovviamente stiamo parlando di Nebraska, senza dubbio il suo disco più importante e l’indizio decisivo per comprendere la sua visione che ne è alla base, ma anche dell’artista stesso. Inciso su cassetta con un registratore a quattro piste, Nebraska esprimeva un’inquietudine che rifletteva lo stato d’animo del paese. Scott Cooper mostra in varie scene quanto il film La rabbia giovane di Terrence Malick abbia influenzato Springsteen mentre scriveva le struggenti canzoni dell’album. Questo lungometraggio è infatti un resoconto articolato e rivelatore non solo di un momento cruciale nella carriera di un’icona, ma anche di un disco che ha sconvolto tutte le aspettative ma anche l’inizio di un crollo mentale di cui Springsteen ne avrebbe parlato apertamente solo più avanti. Nel film il momento dell’accettazione della depressione di Bruce c’è, ed è una delle scene tra le più intense interpretate dal sempre bravissimo Jeremy Allen White che recita il ruolo dell’artista per sottrazione.

Per concludere in Springsteen – Liberami dal nulla non è un vero biopic ma un racconto di un uomo, detto il Boss, che affronta i demoni del suo passato e compone l’album più celebre della sua lunga carriera.
