C’è una sala a Roma che fa sold-out il martedì sera

PoltronCine è il format di Circuito Cinema, condotto da Carlo Giuliano che porta Roma in sala
17 Novembre 2025

Martedì 11 novembre; la sala 5 del cinema Quattro Fontane è quasi piena, i posti liberi si contano sulle dita di una mano. Il film proiettato è Un semplice incidente di Jafar Panahi, l’evento per cui tante persone sono accorse al cinema, la sera di un semplice martedì sera di metà novembre è PoltronCine, un cineforum particolare.

PoltronCine è un evento organizzato da Circuito Cinema e condotto da Carlo Giuliano, critico e divulgatore cinematografico, classe 1999, attivo principalmente sui social media. L’appuntamento di questo format è bimensile e punta ad essere un cineforum non troppo formale. Il presentatore, lo stesso Carlo, introduce la sala alla visione dando delle piccole indicazioni sul film; dopo la proiezione si svolge un dibattito fra il critico e il pubblico, accompagnato da alcuni ospiti. La peculiarità del dibattito-tipo di PoltronCine è la sua semplicità, non punta ad essere un momento in cui riproporre i confronti arcadici fra Crescimbeni e Arduino, piuttosto a chiacchierare di cinema con una birra in mano, fra amici. La discussione, infatti, si svolge sempre fuori dalla sala, spesso nel foyer del cinema per rendere il tutto ancor più colloquiale.

Le domande che sorgono spontanee dalla visione di una sala così piena di martedì sera sono svariate.

La gente vuole ancora spendere soldi per il cinema? Iniziative, eventi, cineforum, interviste, salveranno la sala cinematografica?

Ne abbiamo parlato, quindi, con il creatore e direttore artistico di PoltronCine, Carlo Giuliano.

Ciao Carlo, partiamo subito dai dati. Siamo alla seconda stagione di PoltronCine, i  biglietti venduti con questa iniziativa superano quelli di una normale proiezione in sala?

Si, questa è una più che altro una riapertura di stagione, abbiamo fatto un rebranding grafico, quindi questo è il secondo anno. Abbiamo anche festeggiato il compleanno di PoltronCine con quattro eventi in un mese.

Per quanto riguarda i dati dei biglietti venduti, non li ho in mano. Le sale che occupiamo vanno da un minimo di 150 posti a un massimo di 220. Ultimamente ci aggiriamo tra il sold-out e i ¾ di sala piena. Altri eventi vendono anche più biglietti, ma portiamo più gente al cinema di una normale proiezione in mezzo alla settimana.

È questo lo scopo di PoltronCine?

Sì, volevamo portare gente al cinema nei momenti un po’ più morti. Non aveva senso mettere un cineforum di sabato quando la gente al cinema ci va. Noi cerchiamo di riempire la sala una settimana dopo l’uscita del film scelto, quando il primo pubblico di quest’ultimo, si è già parzialmente esaurito.

Qual è il pubblico di PoltronCine: persone che gravitano intorno al cinema, che vorrebbero lavorarvici o anche qualcuno per cui è una semplice passione e con questo cineforum trova qualcosa in più?

No no, le persone più disparate, non per forza chi lavora nel cinema o aspira a ciò. Sono abbastanza sicuro che c’è un ingegnere aerospaziale fra i fedelissimi e qualche ragazzo che fa giurisprudenza. Come media direi che è un 50 e 50. C’è anche chi è arrivato la prima volta per caso e poi è rimasto.

Su Roma, molti cinema stanno seguendo gli esempi delle sale Circuito Cinema o del Cinema Troisi, cercando di creare eventi. C’è ancora sete di cinema o la gente vuole solo l’evento?

La gente vuole l’evento, un po’  quello che chiamiamo infotainment. All’inizio per sponsorizzare PoltronCine dicevo «al prezzo di un biglietto del cinema ti fai degli amici, impari qualcosa che non sapevi e hai uno spettacolo di stand-up comedy», non era proprio uno slogan ma è l’idea con cui è nato questo cineforum. Le persone non sono più disposte ad alzare il culo dal divano per andare “solo” a vedere un film in sala se lo possono vedere sul Pc o su Netflix. La società di oggi ci dà dei dispositivi individualisti, per isolarci. La sala è un momento sociale, di condivisione, un luogo in cui se c’è qualcuno accanto a te che piange, tu piangi più forte.

Le persone quindi vanno al cinema solo per l’evento. È morto il cinema per i poveri, si è imborghesito? Sarà sempre più un posto per ricchi, quello che era il teatro quando il cinema era veramente per i poveri?

Sì, banalmente per il costo del biglietto. Essendo aumentato il costo di tutto, le persone preferiscono spendere quei soldi prima destinati al cinema, oggi per il ristorante. Forse perché pensano sia un’attività passiva, devi stare lì ad ascoltare qualcuno per due ore. Le persone non vogliono più permetterti di raccontargli qualcosa, vogliono scegliere loro. È ciò che diceva Fellini sulla televisione: il telecomando è uno strumento fascista perché ti permette di zittire qualsiasi persona, in qualunque momento. Tutto questo per dire sì: è morto il cinema per i poveri, a partire dal biglietto del cinema. Perché andare veramente al cinema, vuol dire andarci fra le tre e le quattro volte al mese e per una famiglia di quattro persone già questo diventa difficile economicamente.

Quindi è morto anche il cinema di massa?

Il cinema di massa in realtà ancora esiste ed è Avengers: Endgame, ma noi critici, divulgatori o anche semplici appassionati di cinema avevamo il compito di commentarlo, invece lo abbiamo snobbato.

Quale pubblico vorresti raggiungere con PoltronCine?

Chiunque

E pensi di averlo raggiunto?

No. Ma per fortuna ci sono state persone che sono venute da me e hanno detto «non andavo più al cinema, con PoltronCine sono tornato». Per me PoltronCine è tutto ciò che non è esclusivo, è la scusa per andare al cinema a vedere qualsiasi cosa. Non ci sono pregiudizi sul tipo di film da vedere.

E gli ospiti invece, come li scegliete?

Anche sugli ospiti facciamo un lavoro certosino, di questi abbiamo tre tipologie: 1) chi ha lavorato al film scelto, fra questi abbiamo avuto anche Ti West come internazionale; 2) l’extra-settore, qualcuno al di fuori del mondo del cinema in generale, per parlare di tutto ciò che sta intorno al film e a noi; 3) un collega, con cui c’è stima e chimica, per esempio abbiamo avuto Francesco Alò e Leonardo Fassi, con loro possiamo divertirci e fare un po’ di cabaret, infatti cerco anche di trovare qualcuno con cui non sono d’accordo sul film.

È possibile tornare ad un sistema di distribuzione simile a quello della Hollywood classica, in cui ogni casa di produzione aveva il proprio cinema, dove proiettava i propri film. Avremmo la sala Disney, la sala Netflix, quella Amazon. Un sistema del genere è auspicabile?

Il problema di Netflix è che lo paghi in anticipo, quindi non ti deve dare per forza la qualità, ma qualcosa per cui farti mantenere l’abbonamento. Il catalogo di una piattaforma streaming è simile ad una piattaforma per scrollare, i prodotti non li ricordi, sono tutti uguali. Il problema dello streaming è solo questo, che non ti deve convincere a vedere il singolo film. Uno dei valori più importanti di Netflix è la retention, ovvero la capacità di trattenere i clienti. Il sistema della sala potrebbe aiutarli, non a caso stanno per riaprire il cinema Europa a Roma. Quindi, sì, quello può essere il futuro. Tanto lo spazio per le case più piccole credo ci sarà sempre.

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