Sono passati ormai diversi mesi dall’anteprima mondiale alla 82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ma finalmente è disponile su HBO Max, con rilascio settimanale, il primo episodio di Portobello. Questa miniserie è un progetto ambizioso che riporta al centro dell’attenzione uno dei casi giudiziari più eclatanti della nostra storia cioè quello di Enzo Tortora. L’attore scelto per interpretare il celebre conduttore televisivo è Fabrizio Gifuni che torna a farsi dirigere da Marco Bellocchio. Il cast principale è composto poi da noti volti del panorama cinematografico e televisivo italiano come Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Francesco Russo, Alessandro Preziosi e tanti altri.

Questa serie composta da sei episodi prende proprio il nome dal programma della Rai, che andava in onda tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta sulla seconda rete, l’attuale Rai 2, nella prima serata del venerdì sera. Un vero e proprio one man show in grado di tenere incollati davanti al piccolo schermo ben 28 milioni di persone. La miniserie si apre proprio così, con i volti degli spettatori di tutte le età e classi sociali ipnotizzati alla tv con l’alternarsi del dietro le quinte del programma e l’uscita gloriosa nello studio televisivo del presentatore. Tra il suo pubblico ci sono anche i carcerati di Poggioreale a Napoli come Giovanni Pandico, che prova un risentimento nei confronti di Tortora. Il servile segretario camorrista è così appassionato di Portobello, che invia al conduttore un set di centrini di pizzo lavorati a maglia da mettere all’asta al suo mercato. Naturalmente il detenuto vuole essere menzionato nello spettacolo o ringraziato con una lettera, ma non riceve niente quindi scrive di nuovo al programma, e questa volta sarà ancora più irritato.
Questo subdolo personaggio, vero e proprio antagonista del racconto, è interpretato da Lino Musella perfetto nel ruolo di uno che ha così tanta paura per la sua vita che sostanzialmente proseguendo con i fatti dirà all’ufficio del procuratore distrettuale tutto ciò che vuole sentirsi dire e farà arrestare il noto presentatore. Proseguendo si vede proprio Enzo Tortora trascinato in strada in manette, dove alza lo sguardo e si accorge di essere ripreso dai cameraman della sua stessa emittente televisiva, l’uomo è ancora una specie di star ma ora è passato dall’intrattenimento leggero al telegiornale della sera. Il regista italiano porta sul piccolo schermo la storia di un uomo accusato ingiustamente in modo del tutto lineare, come un duro procedurale in cui la disperata menzogna di Pandico assume un impeto spietato. Portobello è serio, ma anche divertente, pungentemente cinico e assurdo con scene allegoriche in cui appaiono le maschere carnevalesche, in cui spicca quella di Pulcinella.

La serie almeno per i primi due episodi, gli unici mostrati ai tempi a Venezia, funziona, è curata nella ricostruzione storica nei minimi dettagli e consacra il connubio tra l’attore Fabrizio Gifuni e il maestro. Per concludere Bellocchio alla veneranda età di 86 anni, riesce ad essere ancora una delle voci del cinema nostrano che vengono apprezzate all’estero e che sono in grado di spiegare il nostro Paese sia nel passato che nel presente.
