Il nuovo film di Guy Ritchie In the Grey (Operazione U.N.C.L.E.; The Gentlemen) è una pellicola d’azione veramente contemporanea.
Eiza Gonzalez interpreta un’avvocata che lavora in una zona grigia della giurisdizione, appunto “in the grey”; il suo lavoro consiste nel far quadrare i conti fra creditori e debitori miliardari: a volte ciò avviene con modalità completamente legali, altre volte le stesse modalità deviano leggermente dalle vie della legalità.
Se la prima parte di film assembla azione e narrazione con voce fuori campo, la seconda fa all-in sull’azione più americana, che ci mostra quanto Guy Ritchie riesca a girare sequenze adrenaliniche, che però non lasciano da parte la tecnica cinematografica.
I punti forte del film sono due: da un lato il montaggio, dall’altro la scelta socio-politica del MacGuffin del film.
Il montaggio, pur essendo adrenalinico dall’inizio alla fine, riesce in questo crescendo che va a braccetto con la sceneggiatura del film; si parte lenti, pur essendo sempre il ritmo molto serrato, per esplodere poi nelle sequenze finali, che forse eccedono in qualche escamotage da “americanata”, che però serve, ogni tanto, al cinema d’azione.
L’altro punto positivo del film è l’espediente. Se già nel 2025, in un altro film d’azione come The Running Man avevamo visto una critica alla disparità sociale contemporanea sempre più ampia fra ricchi e poveri, contestualizzata in una sorta di distopia (il film era in realtà già un remake), con In the Grey, la critica al sistema contemporaneo si fa ancor più attuale. Nella pellicola “i cattivi” sono i miliardari che si comprano le isole per poi corrompere la polizia che vi lavora, per diventare di fatto re/dittatori delle stesse isole in cui risiedono.
Gli stessi miliardari aprono e chiudono società per nascondere e ripulire soldi. La nostra Sophia (Eiza Gonzalez) è quindi accompagnata da due guardie del corpo, che lavorano anche come coordinatori della squadra di Sophia. Per lavorare contro persone così potenti non serve infatti solo conoscere a memoria la legge e i muscoli di Jake Gyllenhaal (Lo Sciacallo-Nightcrawler, Zodiac) e Henry Cavill (The witcher, Man of steel), ma anche una squadra di agenti specializzati nell’informatica, nella balistica e nel mostrare i muscoli.
In the Grey è un film che comprende perfettamente il tempo in cui vive. L’azione è adrenalinica, ma non strizza l’occhio ai film che ripetono pedissequamente ciò che accade sullo schermo per non far perdere il filo allo spettatore che si distrae, anzi Guy Ritchie ha rispetto per lo spettatore ed instaura un discorso socio-politico adulto. La sceneggiatura comprende appieno il momento politico contemporaneo e lo riporta su schermo, è cinema di genere a contatto con la realtà.
Il terzo punto, probabilmente più importante, In the Grey è un film divertente, un’azione che intrattiene.
In the Grey, The running Man (2024), Io sono nessuno 1 e 2 (Nobody 1 e 2) sono tutti film d’azione in cui si spara ci sono “le botte” e lo spettatore si diverte, ma in nessuno dei tre ciò è tutto fine a sé stesso, ma è calato in una realtà che ha capito dove sta andando la società in questi ultimi vent’anni.
