Masters of the Universe torna al cinema tra azione e vulnerabilità

5 Giugno 2026
Cr. to Eagle Pictures, Sony Pictures Entertainment Italia

Quando nel 1981 i personaggi del franchise Mattel Masters of the Universe fecero la loro prima apparizione divennero immediatamente delle icone della cultura pop. Da action figure e fumetti si trasformarono in una serie animata e anche in un film. E ora, dopo quasi quarant’anni dalla pellicola con Dolph Lundgren, i personaggi Mattel tornano al cinema con Masters of the Universe diretto da Travis Knight (Bumblebee) e scritto da Aaron Nee & Adam Nee e Alex Litvak & Michael Finch. Il film è uscito il 4 giugno nelle sale italiane.

Dopo quindici anni passati sulla terra tra gli umani, la Spada del Potere riporta il principe Adam (Nicholas Galitzine, Rosso bianco e sangue blu, Pecore sotto copertura) su Eternia, ora dominata da Skeletor (Jared Leto, Dallas Buyers Club). L’unico modo per il ragazzo di salvare la sua famiglia e il suo mondo sarà quello di accettare il proprio destino come He-Man, diventando l’uomo più potente dell’universo.

Quando si realizzano opere come queste c’è sempre il rischio che diventino mere operazioni nostalgiche. Il nuovo Masters of the Universe riesce a non cadere completamente in questa trappola e a essere un film che si regge anche da solo. Non c’è la necessità di conoscere tutta la storia del franchise per comprendere quello che accade sullo schermo. È un film divertente, che intrattiene lo spettatore e lo trascina in un mondo fantastico, dove il bene riesce sempre a sconfiggere il male. Al contempo è in grado di affrontare temi come il peso delle aspettative e le insicurezze di una persona che ha sempre pensato di non essere abbastanza e di dover diventare qualcun altro per soddisfare il giudizio altrui.

Travis Knight cerca di portare sullo schermo la storia dietro il franchise Mattel con uno sguardo più vicino alla sensibilità di oggi, motivo per cui vediamo il personaggio di Adam come un uomo vulnerabile, più in sintonia con i propri sentimenti, non solo un “macho” tutto muscoli. Non riesce, però, del tutto nell’intento, perché il film rimane in bilico tra l’essere un racconto attuale e l’avere tratti ancorati a un immaginario che oggi funziona molto meno.

Il personaggio di Adam è l’elemento più forte del film non solo per la scrittura che c’è dietro, ma anche per Nicholas Galitzine. L’attore riesce a portare sullo schermo, con grande naturalezza, un ragazzo segnato dall’abbandono, vulnerabile, impacciato, ma con una grande forza d’animo, una sensibilità e un’umanità che lo rendono l’eroe perfetto. Al contrario, i personaggi secondari e i rapporti tra di essi rimangono in superficie. Le loro storie non vengono approfondite, non hanno elementi che li distinguono davvero l’uno dall’altra e questo li rende poco interessanti all’occhio del pubblico.

Masters of the Universe, nonostante i suoi problemi, rimane comunque un film dal ritmo scorrevole e coinvolgente, anche se la storia risulta molto semplice. È un’opera capace di riportare i fan del franchise in quel mondo fantastico che li ha sempre affascinati.

Nel cast del film – prodotto da Amazon MGM Studios, Metro-Goldwyn-Mayer, Mattel Studios ed Escape Artists e distribuito da Eagle Pictures e Sony Pictures Entertainment Italia – anche Camila Mendes, Alison Brie, Morena Baccarin, Idris Elba, James Purefoy, Charlotte Riley, Hafþór Júlíus Björnsson, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Sam C Wilson, Sasheer Zamata, James Wilkinson, Jon Xue Zhang e Christian Vunipola.

Idris Elba e Nicholas Galitzine in una scena del film. Cr. to Eagle Pictures, Sony Pictures Entertainment Italia

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