Ogni tanto arrivano in sala film in grado di raccontare il passato, la Storia, la complessità, l’ambiguità e la crudeltà degli esseri umani. Questa volta è riuscito nell’impresa Norimberga di James Vanderbilt con Rami Malek (Operazione Vendetta), Russel Crowe (Kraven il cacciatore) e Michael Shannon (The End) uscito il 18 dicembre nelle sale italiane, tratto dal romanzo “Lo psichiatra e il nazista” di Jack El-Hai.
Douglas Kelley (Rami Malek) è uno psichiatra dell’esercito che viene richiamato a Norimberga, prima del processo, per tenere colloqui con i prigionieri nazisti di alto rango in attesa di giudizio. Tra questi Hermann Göring (Russel Crowe) con il quale Kelley passerà più tempo e con il quale stringerà un rapporto che per certi versi va oltre il rapporto dottore e paziente e si trasformerà quasi in un’amicizia. Finché il processo non comincia e il dottor Kelley si ritroverà di nuovo catapultato nella crudele realtà degli atti inumani compiuti da Göring e dagli altri nazisti.

Norimberga è un ottimo film che racconta un ben noto segmento di storia, il processo di Norimberga, ma lo fa concentrandosi sui personaggi e su un aspetto delle vicende che non viene mai preso in considerazione o – se succede – solo in modo marginale. Una storia che pone lo spettatore di fronte all’ambiguità dell’essere umano, alla sua complessità. Come può l’uomo compiere tali atrocità senza provare empatia per coloro a cui sta arrecando dolore? Quanto è sottile la linea tra bene e male? Come si può andare avanti nelle proprie convinzioni quando esse non fanno che ledere la libertà di qualcun altro? E queste sono solo alcune delle domande che il pubblico si pone uscito dalla sala dopo aver visto il film.
Un prodotto completo, che nonostante la durata non pesa perché è estremamente interessante e parla al presente attraverso il passato. La Storia dovrebbe insegnare a non compiere più gli errori già commessi; eppure, in un modo o nell’altro, si ripete sempre, cambiano i tempi, le società ma gli sbagli sono gli stessi.
Gran parte del merito della riuscita del film è sicuramente da riconoscere agli attori che hanno compiuto un lavoro difficile e strabiliante, riportando in vita i sentimenti contrastanti di tale storia con grande realismo e attenzione non risultando ridondanti. Russel Crowe è davvero stupefacente in questo ruolo e talmente credibile che genera disprezzo assistere ai colloqui che ha con lo psichiatra. Di notevole bravura anche Leo Woodall che, nonostante sia arrivato all’attenzione del pubblico mainstream relativamente da poco, emoziona fortemente, le sue scene sono forse quelle più ricche di sentimenti. Da un punto di vista narrativo ed emotivo le scene più forti sono quelle in cui viene portato in primo piano il conflitto interiore che ha luogo tra empatia e repulsione.
Norimberga mostra quanto l’umanità sia piena di contraddizioni, errori, sentimenti positivi e negativi e quanto essa sia in grado di creare sì cose belle, ma anche orrore e dolore infinito. È un film che merita di essere visto e che rimarrà nel ricordo degli spettatori anche solo per le incredibili performance degli attori, che dimostrano cosa sia in grado di creare la macchina cinematografica nella sua integrità.
Nel cast del film – prodotto da Bluestone Entertainment, Walden Media, Titan Media, Mythology Entertainment, Columbia Pictures, Sony Pictures Entertainment e distribuito da Eagle Pictures – anche Colin Hanks, John Slattery, Lotte Verbeek e Richard E. Grant.

