It Ends, un viaggio infinito tra paure, amicizia e futuro

30 Ottobre 2026
Courtesy of Neon

Il 2026 si sta distinguendo per i molti horror usciti al cinema, tra i quali Obsession e Backrooms che hanno riscosso un notevole successo al botteghino. Ma l’anno ancora non è finito e alla lista si è aggiunto It Ends scritto e diretto da Alexander Ullom, al suo primo lungometraggio di finzione. Il film è uscito nelle sale italiane il 28 ottobre distribuito da I Wonder Pictures.

James (Phinehas Yoon, One true loves – Amare per due), Day (Akira Jackson, Chasing Raine), Fisher (Noah Toth, 40Hands) e Tyler (Mitchell Cole, Against the Spread) sono quattro amici appena diplomati che vogliono passare l’ultima sera insieme prima di iniziare ognuno il proprio percorso nell’età adulta. Tutto procede per il meglio, finché, girando in macchina, non sbagliano uscita e si ritrovano su una strada senza fine, con un serbatoio sempre pieno e senza più bisogni fisiologici. Come se non bastasse, appena fermano la macchina vengono attaccati da gruppi di persone che cercano aiuto. I quattro si ritrovano, così, a vivere un incubo infinito nel tentativo di scoprire come uscire da quel loop e quella che doveva essere una tranquilla serata tra amici si trasforma in un’esperienza che metterà in discussione le loro certezze.

Cosa fareste se rimaneste bloccati in un’auto a percorrere una strada senza fine con la sola compagnia di tre amici? It Ends affronta questa domanda, cerca di darle una risposta e poi oltrepassa la superficie per raccontare qualcosa di più profondo.

Che il 2026 sia stato un anno fruttuoso per gli horror è accertato e It Ends si inserisce in una lunga lista di film appartenenti a questo genere che, più che raccontare gli orrori del mondo concreto e fisico, si addentrano nella rappresentazione delle paure moderne. Con qualcosa che ricorda Backrooms, in questo spazio infinito senza uscita, il film di Ullom affronta le paure dei giovani, di non avere un futuro, di non riuscire a gestire ciò che li aspetta, di perdersi e di lasciare la sicurezza e il comfort dell’adolescenza.

Attraverso una regia fatta di primi piani e dettagli, It Ends trasmette una sensazione di claustrofobia dalla quale non si può scappare, perché sembra quasi di essere presenti in quel piccolo abitacolo che è l’auto dove viaggiano i quattro protagonisti. Al contrario, la fotografia, con i suoi colori caldi, crea un’atmosfera avvolgente, quasi positiva e speranzosa. E così il film rappresenta due facce della stessa medaglia che è la vita, da una parte il lato negativo, i problemi e le paure, dall’altro quello positivo, la speranza, le piccole gioie e i rapporti umani. A dare vita a queste emozioni è un cast di giovani attori davvero bravi e convincenti. Le loro performance trasmettono il disagio e la speranza dei personaggi che interpretano.   

Il ritmo del film è scorrevole e guida lo spettatore all’interno della storia, mantenendo alta l’attenzione e costruendo una tensione in crescendo che aumenta minuto dopo minuto. C’è, però, un problema. Questa tensione non arriva mai al suo climax e il finale risulta non all’altezza del resto del film. Si esce dal cinema con la sensazione che, sì, il messaggio sia arrivato, ma che manchi comunque qualcosa.

It Ends non è il miglior horror uscito quest’anno, ma rimane un film che intrattiene e permette di riflettere sui pensieri e sulle paure dei giovani di oggi. Il lungometraggio di Ullom dimostra come l’horror continui a essere uno degli strumenti più efficaci per raccontare le inquietudini delle nuove generazioni. E la presenza di autori così giovani conferma la vitalità di un genere che continua a rinnovarsi e ad attirare sempre più pubblico.

Courtesy of Neon

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