Dopo essere stato presentato in occasione del Festival di Cannes 2025 in concorso nella sezione Un Certain Regard e al BFI London Film Festival arriva nelle nostre sale, con Wanted Cinema dall’11 giugno, La cronologia dell’acqua. Questo film è il debutto alla regia di un lungometraggio dell’attrice statunitense Kristen Stewart ed è l’adattamento cinematografico basato sul memoir di Lidia Yuknavitch edito in Italia da Nottetempo.

Lidia Yuknavitch, interpretata dalla britannica Imogen Poots, è una promessa del nuoto che però ogni giorno, fin da quando era una ragazzina, deve combattere tra le mura di casa. La sua vita è fatta di violenza, abusi sessuali e psicologi da parte del padre, se si può chiamarlo tale, crescendo con una madre incapace di proteggerla. L’occasione di scappare arriva quando vince una borsa studio per lo sport e l’opportunità di frequentare l’università. Lontano da casa però, a causa dei traumi subiti e mai affrontati, cadrà nell’abuso di sostanze e in un matrimonio con un bravo ragazzo, che non sarà in grado comunque di portare serenità alla giovane donna. Dopo la perdita di sua figlia, nata già morta, Lidia rinuncerà definitivamente alle corsie della piscina, per ritrovare poi se stessa e la giusta via nella scrittura creativa. Uno degli incontri più importanti della travagliata esistenza della protagonista, oltre al ritrovamento della sorella maggiore Claudia, l’attrice Thora Birch, è quello con lo scrittore Ken Kesey, nel film interpretato da Jim Belushi. Il racconto si conclude con una conciliazione finale in un amore sincero con un terzo marito, un figlio che nuota felice e un libro, questo da cui è tratto il film, che testimonia una nuova profonda consapevolezza di sé come donna sopravvissuta grazie alla sua forza interiore.
La cronologia dell’acqua è diviso in cinque capitoli che candiscono in modo preciso le tappe della vita della protagonista. Il primo è quello più sperimentale, dove Stewart sembra che voglia mostrare tutte le sue capacità come uno studente di cinema. La regista, influenzata da David Cronenberg da cui è stata diretta ma anche David Lynch, mostra frammenti che sembrano carne viva, in questi primi venti minuti si racconta la parte più complessa cioè l’infanzia fatta di violenze, dove non si vedono mai esplicitamente gli abusi, ma si percepisce dalla voce di Lidia, che sarà la narratrice per tutta la durata del film.

Kristen Stewart non sceglie la strada facile nella sua prima regia per il cinema, anzi fin dalla scena iniziale, vuole sottoliniare che la visione della sua opera non sarà di quelle piacevoli. Il film si apre con del sangue, per tutta la durata ci sarà ancora il sangue e non solo, anche altri fluidi, ma soprattutto l’acqua l’elemento primario che sarà sempre una figura presente nella vita della protagonista egregiamente interpretata dalla talentosa Imogen Poots perfetta per questo complesso ruolo. Per concludere La cronologia dell’acqua, filmato su pellicola da 16 mm, è un debutto audace e ambizioso che proietta Kristen Stewart in una carriera sempre più dietro la macchina da presa che davanti.
