Wild Horse Nine – Gli spiriti dell’Isola di Pasqua

4 Settembre 2026
Sam Rockwell and John Malkovich in WILD HORSE NINE. Photo by Searchlight Pictures/Diego Araya Corvalán, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2026 Searchlight Pictures. All Rights Reserved.

Martin McDonagh torna in Concorso a Venezia con Wild Horse Nine a ben quattro anni da Gli spiriti dell’isola che gli è valso il Premio per la migliore sceneggiatura. Questo film è ancora una volta una black comedy ma non più ambientata in Irlanda, ma sempre su un’altra isola, una dall’altra parte del mondo: l’Isola di Pasqua. Gli attori protagonisti di questa storia sono John Malkovich e Samuel Rockwell che torna a lavorare con il regista britannico per la terza volta. Nel cast principale fanno parte anche Steve Buscemi, Mariana di Girolamo e Parker Posey.

Siamo nel 1973, in Cile, qualche mese prima del colpo di stato, avvenuto l’11 settembre e che ha decreto, purtroppo, la fine del governo democraticamente eletto presieduto da Salvador Allende, il primo presidente dichiaratamente marxista. Questo è solo lo sfondo di contorno per raccontare una storia totalmente differente, focalizzata sull’amicizia tra due agenti della CIA di stanza a Santiago, che decidono di passare un po’ di tempo sull’Isola di Pasqua. Malkovich e Rockwell portano sullo schermo due americani scanzonati, sottocoperta ma di buon cuore e che non si prendono mai troppo sul serio. Chris, il più anziano, è ammalato e sta morendo ed è proprio questa la ragione del suo viaggio in compagna di Lee, che ha accettato, in nome della lunga amicizia, di mettere fine alla sua vita e per non far soffrire troppo il suo collega, a causa del cancro che l’ho sta consumando da mesi. Nel frattempo il loro capo M. J., interpretato da Buscemi, sta manovrando il futuro Golpe di Pinochet, ma anche cercando qualcuno per eliminare Chris, visto che negli ultimi giorni che gli rimangono ha deciso di raccogliere le sue memorie, cioè quelle di un agente che ha cambiato, in qualche modo le sorti della politica mondiale, infatti lo stesso Chris ha partecipato anche all’assassinio di Kennedy manovrato dalla stessa CIA.

Come si può aspettare questa commedia nera possiede dialoghi accattivanti e per certi versi surreali: come quello indimenticabile sui formaggi europei o su Venezia e le gondole, in cui è impossibile non sbellicarsi dalle risate fino all’ultima frase. La performance di John Malkovich è esilarante, straziante perché è pur sempre un uomo che sa che sta per morire, completamente sincera e che tiene fino, all’ultimo sparo, con il fiato sospeso. Sam Rockwell, perfetto come sempre, in questo caso è la spalla in tutti sensi di Chris e dello stesso Malkovich, che si è aperto con questa prova d’attore la strada per la stagione degli Awards. La figura femminile che più spicca non è la moglie di Lee, cioè Posey, ma Mariana di Girolamo, attrice cilena scoperta da Pablo Larraín, nei panni di una giovane studentessa di sinistra e femminista, che verrà protetta fino alla fine da Chris, perché l’uomo si affezionerà a lei tanto d’avvisarla della futura carneficina alla stadio di Santiago.

Sam Rockwell and John Malkovich in WILD HORSE NINE. Photo by Searchlight Pictures/Diego Araya Corvalán, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2026 Searchlight Pictures. All Rights Reserved.

Wild Horse Nine, ancora una volta, è un’opera di Martin McDonagh dove si racconta l’amicizia tra una coppia di uomini adulti con caratteri opposti, in grado di far riflettere e mostrare quanto è importante per un film possedere una sceneggiatura scritta dal più bravo commediografo del cinema contemporaneo.

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