Taika Waititi torna al cinema dopo tre film accolti in tre modi completamente diversi: Jojo Rabbit ha ottenuto le lodi di critica e pubblico; Thor: Love and Thunder è stato accolto negativamente da tutti; Chi segna vince, invece, è considerata invece una commedia mediocre, senza infamia e senza lode.
Le aspettative il nuovo film, in uscita il 22 ottobre, sono relativamente alte. Se il cast vanta nomi importanti come Jenna Ortega e Amy Adams, la sceneggiatura non è da meno. Il film è, infatti, un adattamento cinematografico del romanzo Klara e il Sole del premio Nobel Kazuo Ishiguro (edito Einaudi).
In un mondo senza internet è possibile comprare amici artificiali, robot con le fattezze degli esseri umani, che parlano come gli esseri umani, ma la cui anima è molto più simile a quella di un Iphone rispetto a quella di chi sta scrivendo. Un amico artificiale di ultima generazione ha più funzionalità, le sue prestazioni sono migliori rispetto a quello con processore ormai datate, proprio come i pc o gli smartphone. I robot vengono esposti in vetrina, possono sostare in negozio per un periodo limitato di tempo e se non vengono comprati finiscono al deposito degli amici artificiali non acquistati.
Quando Klara, robot interpretato da Jenna Ortega, viene scelto da Josie ha la possibilità di compiere quello per cui è stata creata, ovvero servire gli esseri umani.
Klara e il sole racconta la storia del rapporto fra una giovane ragazza con annessi tutti i suoi problemi e un robot umanoide che non conosce il mondo, essendo rimasta per tutta la sua vita confinata nel negozio di vendita al dettaglio.
Taika Waititi dirige una pellicola per famiglie, un film di formazione; non percorre la strada della fantascienza pura. La risposta alla domanda che il maestro della fantascienza Philp K. Dick si poneva, nel romanzo che ha ispirato Blade Runner, Gli androidi sognano pecore elettriche? viene data dal regista neozelandese attraverso un film colorato, fatto di piccole invidie, lutti ed emozioni adolescenziali.
Klara e il sole è un film per ragazzi e famiglie che funziona: riflette su temi universali come il lutto, la malattia e il rapporto con la tecnologia non risultando quasi mai retorico; la regia colorata di Waititi che lo aveva reso celebre per Jojo Rabbit torna in questo film senza però strafare come era successo per Thor: Love and Thunder. La delicatezza con cui in Jojo Rabbit venivano raccontati l’Olocausto e il nazismo, viene riproposta in Klara e il sole. Temi come il lutto giovanile o il rapporto madre-figlia, lacerato dalla malattia e dallo stesso lutto, vengono trattati qui in modo estremamente degno, senza quindi puerilizzarli, ma rendendoli adatti al pubblico di riferimento.
Seppur il film tratti temi così importanti e contemporanei resta comunque una commedia di formazione molto divertente. L’innocenza di Klara nello scoprire cose scontate del mondo esterno dà la possibilità di utilizzare una comicità adatta a tutti, che così come i temi trattati, non guarda solamente ai bambini o ai ragazzi, ma permette anche agli adulti di ridere e riflettere. Il film è molto colorato, come d’altronde Taiki Waititi ci ha sempre abituato e le inquadrature soggettive in cui vediamo quel che vede Klara mentre ricalibra il proprio equilibrio, sono quei tocchi di fantascienza che rendono il film estremamente attuale. Abbiamo probabilmente bisogno di un film del genere, un film che possa portare al cinema le famiglie e che contemporaneamente ci possa far riflettere sulla nostra contemporaneità.
Temi come l’intelligenza artificiale e i robot che ci sostituiranno sono ormai all’ordine del giorno, ne abbiamo forse abbastanza; Klara e il sole invece sa come trattarli, in un modo innovativo, che fino ad ora si era visto poco e che potrà portare un pubblico nuovo come quello dei ragazzi molto giovani ad interfacciarsi con temi attualissimi. Klara e il sole ci ha ridato il Taika Waititi che in molti avevano tanto apprezzato in Jojo Rabbit e torna a fare ciò che probabilmente riesce a fare meglio: film dai temi importanti, ma non retorici o gravosi.
