Il figlio del secolo. In onda su La7

30 Ottobre 2026

È approdata in chiaro la serie M – Il figlio del secolo, visibile su La7 ogni lunedì lle 21.15, introdotta da Corrado Augias. L’intera serie, prodotta da Sky (con The Apartment, Pathé, Small Forward Productions), era già stata presentata in anteprima mondiale a Venezia nel settembre 2024, per essere poi trasmessa nel gennaio dell’anno successivo sulle piattaforme Sky Atlantic / NOW. Adesso, la sua riproposizione su La7 avviene in momento significativo, ponendosi in stretto confronto con l’attualità più recente.

La regia di Joe Wright scompone il romanzo da cui la serie è tratta (di Antonio Scurati, che è sceneggiatore insieme a Stefano Bises e Davide Serino) in uno svolgimento labirintico, che frammenta i fatti incuneandoli l’uno nell’altro. La vicenda è quella del protagonista, il figlio del secolo, descritta dagli esordi con una carica grottesca e allucinata. La parabola di Mussolini, interpretato da un proteiforme Luca Marinelli, è quella di un antieroe carismatico e repulsivo, che si appella allo spettatore in una continua rottura dello schermo. La cornice metanarrativa è dunque puntellata dal punto di vista del personaggio, con il quale tuttavia non è mai possibile empatizzare.

I fatti si presentano nella loro carica più cupa e violenta, su cui comunque si impone una lucida ironia. La vicenda è informata dal grottesco: le azioni squadriste vengono descritte con ritmi allucinati, da cui i capi populisti emergono in uno stato di costante alterazione. La narrazione si addentra nella bestialità ottusa dei vessatori e configura i fatti come violenza esercitata anzitutto sui corpi. Bestiali sono le prepotenze esercitate sugli antagonisti politici, così come bestiali sono gli amplessi del duce, tendenti quasi inevitabilmente allo stupro. La manipolazione del consenso passa anzitutto attraverso un abuso irriducibile a ogni tentativo di sublimazione, ideologico e fisico.

La serie spettacolarizza la violenza rendendola, se possibile, conturbante ma mai appetibile. Le musiche, di Tom Rowlands (membro dei The Chemical Brothers), sono il mezzo di un incalzante confronto con il presente che, inquadrato all’interno del dibattito guidato da Augias, non deve mai essere perso di vista. Nelle prossime settimane i quattro episodi della seconda metà della serie.

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