A 10 anni dalla scomparsa di Gianni Rondolino, l’Università degli Studi di Torino dedicherà al critico e studioso cinematografico una giornata di studi, venerdì 19 giugno.
Per l’occasione abbiamo potuto chiacchierare ed intervistare Steve della Casa, allievo del professor Rondolino, suo relatore ai tempi dell’università e collaboratore, in seguito, per molti progetti, uno fra tutti l’istituzione del Torino Film Festival (TFF).
-Gentile professor Della Casa, Il professor Rondolino aveva intuito l’urgenza di portare il cinema in accademia. Secondo lei (e se fosse qui secondo il prof. Rondolino), per contrastare la crisi del cinema italiano contemporaneo, cosa sarebbe più urgente: ripartire dalla ricerca accademica o risalire partendo dal basso e dal genere?
Secondo me sono necessarie due cose in apparenza in antitesi fra loro. Da un lato il cinema non lo si impara studiandolo, ma facendolo. È necessario stare sui set, andare al cinema a capire cosa ne pensa la gente, stareo al fianco delle maestranze. Dall’altro, conoscere la storia del cinema è fondamentale, per capire cosa piace di un film e perché quel che piace lo ha reso un successo. Se chi vuole fare cinema capisce perché un film del ’72 è piaciuto all’epoca e piace ancora oggi, può declinare ciò al film che intende girare.
–Quindi è un misto di teoria e di pratica?
Esattamente, ciò che ho imparato all’università è stato importante. Poi sono stato io a collegare quello che avevo studiato ai film che vedevo e che recensivo.
–Esiste ancora la critica? Se sì, c’è ancora la distinzione fra critica giornalistica e accademica?
La critica giornalistica non esiste più. Semplicemente perché sui giornali non esistono più le recensioni, al massimo qualche trafiletto per presentare i film che escono il giovedì.
L’accademia invece, per fortuna, sta iniziando a parlare anche del genere e non solo dei grandi maestri. Non è più blasfemia spiegare a lezione Tarantino, il cinema d’animazione o i Coen, mentre quando io parlai di un sottogenere western nella mia tesi, fui un rivoluzionario.
–Merito di Rondolino?
Esattamente, lui mi diede la tesi e fu lui a fare da apripista a questa distruzione della dicotomia cinema alto/cinema basso.
-Lei segue qualche recensore su internet o Youtube?
Purtroppo no, solamente qualche rivista online.
Steve Della Casa, classe 1953, è stato allievo di Rondolino e con lui ha condiviso parti importanti della sua carriera, finalizzate alla divulgazione dell’arte cinematografica, senza mai renderla seriosa o elitaria. Il 19 giugno sarà presente anche lui alla giornata Un Rondolino fa primavera.
