Mace: dietro tutti, ma un passo avanti

Testo Emanuele Senia

Simone Benussi, in arte Mace (Milano, 9 luglio 1982), è un disc jockey, beatmaker e producer italiano. Inizia la sua carriera artistica nel 2002, avvicinandosi in prima istanza al writing e successivamente alla produzione. Il primo lavoro discografico che gli permette di fare un grande salto nella scena musicale hip hop è la collaborazione, nel 2003, con l’mc milanese Jack the Smoker. Il duo dà vita al progetto La Crème, uscendo lo stesso anno con l’album L’alba, per Vibrarecords. Si definisce fin da subito un’idea ben precisa di sound, che va dal soul al funk, sempre di matrice hip hop, con rime e barre di Jack molto incisive, piene di rabbia e voglia di riscatto. Iniziano a suonare in Italia, Svizzera, riuscendo ad ottenere un’ottima credibilità, ad esempio aprendo a Milano il live di Ghostface Killah del WuTang Clan.

Si può dire senza ombra di dubbio che lui sia uno dei produttori italiani che ha avuto modo, negli anni, di osservare il
cambiamento e l’evoluzione musicale in Italia, dalla nascita del rap, con l’inizio dell’underground fino alle hit pop che oggi sentiamo in radio. Nel nostro paese, sicuramente, è stato uno dei primi ad utilizzare il campionatore analogico Akai 950, essendo figlio dell’analogico. Mace vanta svariate collaborazioni con artisti che hanno segnato l’hip hop italiano, come Bassi Maestro,Colle Der Fomento, Kaos ecc., ma paradossalmente, quando il genere iniziava ad essere passato in radio, lui ne uscì quasi totalmente, perché stanco e stufo di essere inquadrato in qualcosa che non gli permetteva di esprimersi artisticamente a pieno. Così si avvicina alla musica elettronica e nel 2007 fonda il collettivo RESET! con quattro soci, creando uno stile musicale inedito e innovativo, suonando in party giganteschi con migliaia di persone a Milano ed esibendosi in tutto il mondo (Asia, Australia, Ibiza, Thailandia, Regno Unito e Giappone). Il loro sound spaziava dal funk, electro, house, fino all’hip hop.
Mace continua il suo percorso artistico sempre in questa direzione, elettronica, sviluppando come metodo d’approccio il sampling, arricchendo il suo vocabolario anche con l’uso dei sintetizzatori.

Dal 2012 si avvicina alla trap, suonando anche in dj set del genere. Si accorge fin subito che il risultato su se stesso e il pubblico è davvero notevole, coinvolgente, così decide di percorrere proprio quella strada lì. In più occasioni afferma che la trap è stata l’anello di congiunzione tra il rap, la sua “spina dorsale”, e la musica elettronica. Nel 2013 pubblica tracce su etichette americane e inglesi, ma contestualmente sente il bisogno di tornare in Italia a produrre artisti italiani, come Marracash, Jake La Furia, Gué Pequeno, Noyz Narcos, Salmo, MadMan, Gemitaiz, Izi. Produce anche, nel 2017, Pamplona, di Fabri Fibra e Thegiornalisti, ricevendo tre dischi di platino. Dopo aver abitato per qualche mese a Johannesburg, dove ha prodotto una hit che è arrivata al primo posto nelle rotazioni radiofoniche sudafricane, Umama, del rapper Sjava. Il 5 febbraio 2021 rilascia il suo ultimo album OBE (acronimo di Out of Body Experience), lanciato dai singoli I ragazzi della nebbia ft FSK Satellite e Irama e La Canzone Nostra ft Salmo e Blanco.

MACE ad oggi è uno dei producer più ricercati in Italia, uno dei pochi che nell’ultimo ventennio ha osato, rischiato e sperimentato. La sua musica è un mix di generi, culture, sensazioni e istinti. Si sente del vero, dell’urban, la passione e il coraggio di chi ha seguito la sua vocazione, come citato nel titolo, è sempre stato un passo avanti.

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