Fagocitiamo sofferenze altrui per trarne appagamento: ecco i “Piccoli Cannibali” dei Sanlevigo.

18 Aprile 2025

A guardarsi attorno infatti, gli episodi di violenza sono purtroppo all’ordine del giorno: quando ho ascoltato il brano del quale vi parlerò, era da poco stato rinvenuto in una valigia il corpo di Ilaria Sula, giovane ragazza uccisa per mano dell’ex fidanzato. Ecco, Piccoli Cannibali dei Sanlevigo mi è arrivata proprio come quel cazzotto nello stomaco che ho scritto qualche settimana fa.

Nel dettaglio c’è stata una frase del ritornello che mi ha travolto: «ritorneranno bestie gli uomini».

Artwork “Piccoli Cannibali” di Claudio Fabietti

Ritorneranno bestie gli uomini: non c’è più umanità, quell’unico sentimento di civiltà l’abbiamo dato in pasto al nulla, dando sfogo ai nostri istinti più truci per pura soddisfazione personale, per pura brama di controllo. La stessa che spinge il cervello di alcuni uomini ad utilizzare la loro forza e la loro violenza – fino a conseguenze irreversibili – su donne che si ribellano al loro controllo e al loro (insulso) potere.

Un mondo in regressione. Un’umanità in regressione.

Una premessa lunga, quella appena fatta, per contestualizzare al meglio questo nuovo singolo della band romana dei Sanlevigo, attivi dal 2017 nel fitto e interessante sottobosco dell’underground musicale italiano. Piccoli Cannibali è un brano «denuncia della società contemporanea, dominata dall’individualismo sfrenato e dalla perdita del senso di comunità. Il testo in prima persona racconta lo smarrimento vissuto negli ultimi anni e il crescente distacco tra le persone.» (da comunicato stampa)

Questo singolo è figlio della pandemia, dei lockdown e dell’osservazione sociale che ne è conseguita ma è così (tragicamente) plasmabile anche nella quotidianità. Anche perché sembrerebbe proprio che una parte del nostro raziocinio, si sia persa in tutte quelle ore trascorse in casa tra letture, preparazioni di cibi lunghe lievitazioni e ironici video social. Saremmo dovuti uscirne migliori… ma quando? Piccoli Cannibali esplora proprio questa discrepanza: la necessità di porsi diversamente ma farlo in modo sbagliato, con un’eccessiva competitività che fagocita gli altri diventando malsana.

Sanlevigo – foto di Paolo Giordano

Ci sono diverse frasi significative (e forti) del brano: tra queste «senza un branco ognuno è preda». Un verso che descrive un sentimento di solitudine e debolezza che si colma solo se si appartiene a un branco e non a un “gruppo”. La scelta di questa parola è singolare perché un “branco di persone”, nell’immaginario collettivo, implica un preconcetto di violenza, diventando un contesto nel quale sentirsi al sicuro e protetti. Infine spazio anche allo sconforto nella strofa «“ogni cosa andrà al suo posto” ma so che non è la verità / mentre fuori il sole nasce e muore, nasce e muore, nasce»: una frase dove la ciclicità del tempo, come il sole che sorge e tramonta ogni giorno, non porta a nessun cambiamento nella società.

Quello dei Sanlevigo è paragonabile allo scenario di un film o un romanzo distopico, in cui siamo carnefici e vittime di un mondo che ci rende tutti nemici e (come ripetuto anche in passato) in continua competizione tra noi, trovando un macabro appagamento nelle sofferenze degli altri.

Il problema è che questo universo distopico si chiama “realtà”. E forse si è alla spasmodica ricerca di un’uscita d’emergenza dalla quale scappare, come l’artwork stesso del singolo suggerisce.

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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