Le radici nei “Mundi” di ME JULY.

25 Luglio 2025

Essere qui e-o altrove.

Errare, viaggiare, scoprire.

Definirei la mia generazione come “nomade”: costantemente in cammino – forse anche solo con la mente – verso luoghi lontani da quelli in cui siamo nati, per cercare se non la felicità quantomeno la realizzazione personale. Forse è anche un po’ l’indole umana quella di peregrinare costantemente, alla ricerca di qualcosa di meglio o semplicemente, per il gusto e la voglia di conoscere nuovi luoghi e nuove persone, figli di un retaggio che ci ha sempre visti esploratori di mondi sconosciuti, obbligati a sedimentarsi in terreni estranei.

Ma arriva un particolare momento nella vita in cui ci si interroga sulle proprie radici: ti chiedi se sono nel posto giusto, ripensi ai luoghi da cui hai provato a sradicarle, domandandoti dove vorresti farle germogliare.

cover Mundi

È un po’ questo il concetto che si cela dietro Mundi l’ep d’esordio di ME JULY, giovane cantautore campano, pubblicato lo scorso novembre e prodotto da Soundinside Records: un vero e proprio viaggio metaforico tra terre, suoni, lingue e culture.

Mundi, title track del lavoro, è stato anche il brano con il quale il cantante ha partecipato all’ultima edizione del Festival della Canzone Popolare e d’Autore Musicultura – la cui finale si è svolta lo scorso 20 e 21 giugno allo Sferisterio di Macerata decretando Elena Mil come vincitrice assoluta – diventandone uno degli otto vincitori.

Singolare il modo in cui si presenta il brano, ad iniziare dalla sua interpretazione in cui, alla voce principale, si uniscono un coro ed una voce in dialetto (spiegherà ME JULY trattarsi di un mix di lingue del sud) modulata dalla cornetta di un telefono. Quella che arriva all’ascoltatore è una voce sporca, grezza e lontana, che pronuncia parole quasi incomprensibili, soprattutto per chi non mastica un minimo i suoni dei dialetti del sud: quella voce modificata null’altro può rappresentare se non una vera e propria chiamata da parte di quelle radici, sempre più lontane fisicamente e, in qualche modo, ideologicamente (cambiare città implica anche irreversibilmente un cambio di visioni e vedute). Durante le audizioni di Musicultura, ME JULY ha infatti dichiarato che da quando si è trasferito a Milano, è come se avesse sentito l’urgenza ed il bisogno di parlare delle sue origini e dare voce a quelle radici che sembravano chiamarlo con voce sempre più forte.

«I “Mundi” del brano rappresentano proprio questi moti dell’animo, specchio dei conflitti e delle tensioni che l’essere umano porta dentro di sé.» (comunicato stampa)

ME JULY – Mundi

Da qui l’ep Mundi diventa un omaggio non solo alla terra campana, che ha cresciuto il cantautore, ma a tutto il sud: al di là di Mundi, il cui ritmo richiama quello della musica popolare, si pensi anche al brano Briatico (comune calabrese) che si presenta come una cartolina musicale. La canzone si apre con la voce di una ragazza che parla della città descrivendone il paesaggio e soffermandosi sui dettagli che la caratterizzano, come la presenza dei pescatori lungo il mare: questo scenario fa da sfondo ad un sentimento profondo e travolgente, difficile da contenere. E poi ancora una piccola parentesi inglese con i brani in lingua Over The Sea e They Have No Sound (suggerisco caldamente l’ascolto soprattutto per la bella sezione musicale), entrambe incentrate nuovamente sul tema del viaggio. Se nella prima canzone si fa spazio nell’immaginazione la figura di un Cristoforo Colombo contemporaneo, che salpa verso nuove terre sconosciute, con la speranza di trovare un nuovo futuro; nel secondo brano ci confrontiamo con un viaggio metaforico in tre luoghi interiori: «il desiderio di cristallizzare un momento di intensa felicità, l’impulso travolgente di donarsi completamente ad un’altra persona senza aspettarsi nulla in cambio ed infine la sensazione di smarrire il senso della propria esistenza, precipitando nel peso stesso del desiderio.» (comunicato stampa)

E di amore si parla anche negli altri due brani dell’ep quali Risale, traccia che apre l’album in cui ritorna la voce distorta della cornetta telefonica, con la sua rasserenata rassegnazione ad un amore profondo; e Ju: un dialogo interiore tra l’individuo e la sua parte più intima, una continua lotta tra razionale ed irrazionale, tra ciò che si vuole e ciò che è giusto fare: una lotta di opposti – infatti al canto in italiano si contrappone il ritornello in lingua inglese – che trova quiete in un dialogo di confronto.

È alla luce di tutto questo che diventa quasi superfluo considerare Mundi solo un ep in quanto al suo interno custodisce mondi (appunto!), diventando la mappa di un vero e proprio viaggio tra sentimenti, suoni, culture e lingue.

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È giusto sottolineare che Musicultura resta uno di quei concorsi importanti per la nostra nazione, fucina di validi artisti destinati ad avere prosperosi successi (cantanti come Lucio Corsi, Daniela Pes, La Rappresentante di Lista, Simone Cristicchi e molti altri hanno mosso i loro passi proprio all’interno di questo concorso). A mio avviso il nome di ME JULY è stato uno tra i più coerenti che questa edizione potesse contare (nonché, presunzione a parte, uno dei nomi che avevo “adocchiato” sin dalle audizioni pronosticandolo come uno dei finalisti), considerata anche l’ambiziosa scelta di utilizzare il dialetto, un dettaglio che la manifestazione marchigiana tende a valorizzare.

Il mio invito è quindi quello di farvi incontrare ME JULY nel suo “mundi” musicale e, perché no, anche in quello dal vivo!

ME JULY – Ju

Roberta Matticola

Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto (... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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