Ogni cantante nella propria carriera prima o poi intacca nella voglia di fare una cover. Spesso queste diventano un vero e proprio successo, ma è un’arma a doppio taglio, perché ogni artista si approccia in modo differente a questa “missione”. C’è chi mantiene intatta la bellezza dell’originale, chi la valorizza e chi invece la stravolge completamente e non sempre questa scelta si dimostra vincente.
Mina è uno degli esempi maggiori di cantanti che spesso e volentieri si sono affacciati al mondo delle cover dando la maggior parte delle volte un tocco in più che ha permesso alla sua versione più successo di quella originale. Come dimenticare la sua Oggi sono io che continua a macinare ascolti, ma nella discografia della Tigre di Cremona sono numerosi gli esperimenti di questo genere, La Canzone di Marinella, Il cielo in una stanza, Io che amo solo te, e tante altre.
Ma l’esempio più emblematico di cover ben riuscita è la canzone I Will Always Love You. Il brano originale è di Dolly Parton, ma per tutto il mondo è di Whitney Houston che ha dato a questa canzone una seconda vita cantandola con la sua inconfondibile voce e la sua emozionante interpretazione che ogni volta mette i brividi in chi l’ascolta.
Risulta inutile riportare tutti gli esempi di cover ben riuscite che hanno avuto successo di pubblica e critica. Eppure Laura Pausini che a distanza di anni ritorna con un album di cover, Io Canto 2, si trova inondata di critiche e insulti social. Premesso che gli insulti non sono mai accettati, perché esiste il gusto personale, ma esiste soprattutto l’educazione e il rispetto e la violenza verbale è inaccettabile. Ma perché tutto questo astio?
A settembre era finita nel mirino per la sua versione del brano di Gianluca Grignani La mia storia tra le dite, ora è la sua Due vite di Marco Mengoni ad aver acceso il pubblico. Cosa ha suscitato tutta questa rabbia soprattutto dei fandom e la critica di tanti? La scelta di stravolgere completamente i brani. Addirittura in quello dell’ex ragazzo d’oro della musica ha cambiato anche il significato facendo intervenire il suo autore a difesa del proprio brano.
Laura Pausini ha tutto il diritto di fare le cover che vuole, ma perché cambiare così tanto l’originale? In questo modo non viene fuori l’omaggio che lei tanto declama, ma un mero esercizio personale per dimostrare le sue doti che tutti le riconoscono, ma che forse meriterebbero di venir fuori con un altro tipo di esperimento. Ad accendere la polemica è proprio questo aspetto, non l’idea di cover in sé stessa, ma il voler cercare un qualcosa di completamente differente che stravolge quello che la canzone scelta rappresenta, forse si perde il senso di quello che si sta andando a presentare al pubblico.
La polemica continua tra insulti social inaccettabili, ufficio stampa che risponde a tono, difese della cantante, fan club in subbuglio, in attesa della prossima uscita che potrebbe creare nuovi problemi alla co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026.

Il problema è la capacità di fare cover valorizzando il brano. Non tutti possono fare una cover fatta bene, c’è un registro tecnico in cui la Pausini eccelle, ma non ha una intimità nè un trasporto: non ha la capacità di emozionare. Diventa un puro esercizio di stile per dimostrare la propria estensione vocale, mentre le canzoni che ha reinterpretato si basano su vissuto, su una dimensione interiore, una emozione che lei non passa. Non vuole essere una critica sterile, ma una spiegazione oggettiva. Inoltre lei ha un target totalmente diverso da Grignani, Mengoni e Lauro. Se la cover fosse stata di Essere Una Donna di Anna Tatangelo o Non Mollare mai di Gigi D’Alessio o magari anche un tributo alla Vanoni, per andare su una gigante in segno di rispetto.. sarebbe stato meglio. Lavorando sempre sull’emozione. Ha peccato di narcisismo, senza considerare il talento “emotivo” degli interpreti, che lei non ha.