La prima serata del sessantaseiesimo Festival di Sanremo a tratti è sembrata soporifera, sia per i 30 cantanti in gara, sia per la monotonia dello show, che in realtà non c’è stato. Nella seconda serata c’è stato un leggero miglioramento, anche raccontato dagli ascolti che la dirigenza Rai ha esaminato, ma dei quali, ahimè, chi scrive ci ha capito ben poco.
Ad aiutare la maggior fluidità della serata è stato il minor numero di cantanti presenti e Lillo che ha provato a portare sul palcoscenico attimi di comicità, cosa che non ha potuto fare Pilar Fogliati, una delle attrici più talentuose in Italia in questo momento, complice una serata affolla di co-conduttori. Infatti, nella schiera c’era anche Achille Lauro che ha regalato il miglior momento della serata con l’omaggio alle vittime di Cras-Montana cantando Perdutamente ed emozionando l’Ariston e chi era a casa.
La puntata si è aperta con l’onnipresente Laura Pausini, una novità assoluta per il Festival, la co-conduttrice inizia la serata. Poi si è andati velocemente avanti con la gara dei giovani dal risultato scontato con Angelica Bove e Niccolò Filippucci che questa sera si contenderanno la vittoria. Momento giovani che ha visto Gianluca Grazioli protagonista, che conferma quanto dimostrato a novembre e dicembre, di essere super ingessato e dedito al ringraziamento continuo a Carlo Conti e la Rai.
La gara ha poi avuto inizio con Patty Pravo, che continua la sua personale sfida solitaria, per poi lasciare il palco ai giovanissimi LDA e Aka7even che hanno iniziato a riscaldare il pubblico con una di quelle canzoni che si sentiranno molto in radio e sui social. Il clima hit è stato interrotto da Enrico Nigiotti che porta il suo racconto, canzone che forse ha convinto maggiormente, ma senza il guizzo che la lascia penetrare completamente nella testa del pubblico, spazio poi a Tommaso Paradiso che si conferma nella sua comfort zone che gli basta per portare il risultato a casa.
Tempo di veder sfilare campionesse olimpiche e campioni paralimpici con l’ennesima esaltazione dell’azienda per procedere con Ermal Meta e la sua ninna nanna che si conferma raffinata con una sonorità quasi arabeggiante. A spettinare un po’ la platea arriva Levante con una performance vocale di alto livello e una canzone che tutto sommato non è male, tempo di trasgressione con le Bambole di Pezza che di trasgressivo alla fine hanno poco o nulla.
Del momento di Perdutamente ne abbiamo già parlato e se proprio bisogna esser sinceri, per chi scrive, probabilmente sarà il momento più memorabile di questa edizione. Dopo l’emozione è ripresa la gara con Chiello, uno dei grandi bah personali di questo lungo elenco di cantanti. Spazio poi a J-Ax la cui canzone è anche carina, ma non convincente, per poi passare a Nayt, uno degli artisti che nel secondo ascolto è cresciuto maggiormente.
I piatti prelibati della serata sono però arrivati alla fine prima con Fulminacci che si candida ad outsider del Festival con una canzone convincente e un’esibizione che arriva sempre di più. Dopo il giovane cantautore da tenere d’occhio è tempo dei favoriti Masini e Fedez che continuano a lasciare la sensazione di una canzone costruita per vincere, ma che fondamentalmente non sia così incredibilmente bella da essere la migliore. A chiudere la gara Dargen D’Amico e la sua follia, e Ditonellapiaga che piace alla stampa ma non ha convinto pienamente il pubblico dato il risultato finale.
Insomma, la gara ha lasciato quello che già la prima serata aveva raccontato e la serata è andata via con soli tre abiocchi rispetto ai dieci del debutto e la seconda “classifica” di questa settimana. In realtà si tratta dei primi cinque, per televoto e radio, in ordine randomico: Masini-Fedez, Ermal Meta, Tommaso Paradiso e le due sorprese Nayt e LDA e Aka7ven
Un appunto nella noiosità, però, è necessario, davvero nel corso della serata c’erano momenti più belli e importanti dell’omaggio ad Ornella Vanoni all’una di notte? Apprezzabile ed emozionante la nipote Camilla Ardenzi che canta Eternità, peccato che la maggior parte dei telespettatori ormai era tra le braccia di Morfeo.
