La parola “nuda” può avere significati diversi, ovviamente a seconda del contesto in cui si trova. Dal sentimento di “vergogna” dell’associarlo al sentirsi spogli, senza vestiti, si arriva all’associazione di purezza e di semplicità.
La giovane cantautrice pugliese Dalila Spagnolo, per il suo terzo album, si fa guidare proprio da quest’ultimo pensiero e pubblica NUDO CUORE NUDA VOCE: un album in cui la vera protagonista è la voce, presentata nella sua vera essenza. Il disco è stato realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE e inaugura un nuovo capitolo nel percorso artistico della cantautrice e sarà presentato dal vivo con un tour in tutta Italia.

Una voce delicata e incredibilmente intima, ci trasporta in dieci brani in cui pop, cantautorato, elettronica, jazz, radici mediterranee e influenze world attraversando paesaggi linguistici e sonori completamente diversi tra loro. A partire già dalla prima traccia (in cui i sospiri la trasformano quasi in un canto di lamento), in queste canzoni Dalila Spagnolo si presenta all’ascoltatore con la sua essenza e identità vocale, che diventa ritmo, strumento e armonia. I brani di NUDO CUORE NUDA VOCE infatti, nascono da un attento processo di ricerca che parte da improvvisazioni vocali, cellule melodiche, respiri e stratificazioni realizzate attraverso la loop station e successivamente riarrangiate.
«In questo terzo lavoro discografico, attraversa temi personali e collettivi, che confluiscono in un percorso in cui la voce si espone, si interroga e si trasforma, diventando uno strumento per raccontare il presente: l’ansia e il respiro che si spezza, l’amore, la vulnerabilità, lo stupore di fronte all’essere umano, il dolore della guerra e lo sguardo dei bambini che ne sono vittime, fino alla crisi ambientale.» (comunicato stampa)

La nudità della quale parla da cantautrice non coincide con il minimalismo musicale poiché sono diversi i momenti in cui le sonorità dell’album incontrano suoni più rarefatti e elettronici, restituendo dei brani di forte intensità, in cui la voce si moltiplica, cambia lingua e accarezza sonorità differenti, mantenendo però riconoscibile la propria identità.
L’assenza di difese, sia vocali che personali e il desiderio di mettersi davvero a nudo nella propria fragilità, sono il filo conduttore di questo album in cui Dalila Spagnolo riesce ad esporsi con semplicità e senza retorica: un progetto sicuramente da custodire!
«La mia voce attraversa generi e lingue. Si perde, si ritrova, resta sé stessa pur mutando costantemente. Muore a sé stessa, si ricrea per continuare ad esistere. In questo disco ho liberato la Voce, senza costringermi in un genere o una definizione precisa» (comunicato stampa)
