Rose o non rose, nel giardino dell’assurdo Benni

19 Dicembre 2022

Al Teatro Lo Spazio è andato in scena “LA SIGNORINA PAPILLON (nel paese dei brutti sogni)” di Stefano Benni con la regia di Piero Di Blasio e con Valeria Monetti, Ludovica Di Donato, Mauro Conte e Piero Di Blasio.

La pièce si apre nel giardino segreto di Rose, in un qualsiasi posto della Francia, in un tempo non troppo definito, tra la sua collezione di farfalle, di rose e tra i suoi flussi di coscienza e nella sua intimità all’interno di uno spazio onirico dove sono poche le rose che sembrano rose e dove le apparenze ingannano e l’assurdità fa da maestra.

Rose è un personaggio apparentemente ingenuo dall’animo gentile e si ritrova al centro di una cospirazione contro di lei da parte degli altri personaggi, i quali la vogliono portare a Parigi nella modernità per ucciderla e per poter impadronirsi delle sue proprietà, compreso il cane.

Il poeta Millet è uno pseudo intellettuale attratto dal denaro ed è collega di Armand, un uomo poco sensibile e comandante della loggia  alla quale fanno parte entrambi e poi c’è la cara amica di Rose, Marie Luise, un’ arrampicatrice sociale attratta dalla vita mondana di Parigi. Tutti gli attori ben interpretano i personaggi alquanto grotteschi, accentuando il lato ironico della tragicità dei luoghi comuni e convenzionali di una realtà promiscua e contemporanea.

L’umano è programmato per evitare il disagio e vorrebbe fuggire da esso verso il piacere, soprattutto quando sentiamo il dolore nella nostra vita, pensando che ci sia un giardino di rose più rigoglioso altrove, quindi iniziamo a scappare sempre di più nella fantasia perché ci si sente meglio: il giardino di Rose è quel mondo di fantasia, nel quale rimarrà se non si farà corrompere.

Lo spettacolo diretto e interpretato da Piero Di Blasio rispetta fedelmente lo storia scritta da Benni, la quale non è chiara come non è chiaro se quello che sta succedendo accade veramente o rimane solo un sogno. Il linguaggio contiene frasi che si ripetono, molti i giochi di parole, anche no-sense, ma questo fa parte del teatro dell’assurdo, ironico, satirico, originale, fantasioso, divertente, la platea ride per tutto il tempo, grandi applausi per gli attori brillanti.

3 Commenti

  1. Sembra di essere lì leggendo questa recensione si ha la sensazione di provare quel che prova lo spettatore, complimenti.

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