Le quantistiche “Costellazioni” di legami e sentimenti

4 Febbraio 2023

Ci si può perdere, come anche ritrovare, nelle infinite strade che disegnano le relazioni sentimentali. Sono le “Constellations”, affini ai principi della meccanica quantistica e trasposte in dramma dal genio di Nick Payne. Punto di partenza per “Costellazioni”, l’adattamento diretto dal regista Raphael Tobia Vogel, su traduzione di Matteo Colombo, prodotto da Teatro Franco Parenti insieme a Teatro Piemonte Europa e proposto in scena al Teatro Basilica di Roma dal 24 gennaio al 5 febbraio.

Sul palco, delimitato nei suoi bordi da profili illuminati a led, gli attori Elena Lietti e Pietro Micci avanzano, arretrano, ruotano su loro stessi, girano intorno a ologrammi di colonne, descritte nei loro volumi da luci che dapprima rimbalzano, poi si moltiplicano, si fanno cerchi e ora invece esibiscono fasci di linee.

I dialoghi sono serrati, a tratti ironici altri nervosi e taglienti. Tra gli interpreti – espressivi e sciolti – l’intesa magica si alterna ad episodi di distacco e a frangenti guidati dall’incapacità di trovare punti di contatto. I dialoghi, nelle loro sfumature di varianza, definiscono esiti diversi in base al movimento degli “atomi” in azione: così disciplina, nelle scienze, la “teoria delle stringhe” che sottende all’intero sviluppo. La stessa scena prende strade diverse in base al comportamento e alle scelte di Marianne e Roland, soggetti sì distanti per formazione scolastica, aspirazioni e stili di vita, ma ora uniti ora separati dalla fiammella dell’amore.

Uno sliding doors in loop, che attraversa e anima una danza giocata in frammenti di tempo per raccontare diversi momenti: conoscenza, seduzione, matrimonio, tradimento, il dramma della malattia. Complessità, incomprensioni, liquidità dei rapporti. “Costellazioni”, progetto convincente e apprezzato con convinzione dal pubblico capitolino, ci vuol dire che tutto può cambiare in un attimo, il governo dei rapporti dipende dai “sì” e dai “no” quotidiani dei singoli e dalle reazioni che i singoli stessi mettono in atto rispetto all’evolversi, al modificarsi anche repentino e preoccupante degli eventi. Ciò che si fa e ciò che non si fa ma si poteva fare. Agire e in-agire. Universi paralleli che descrivono una curva infinita.
Tutto, di fatto, è nelle nostre mani, nella nostra testa, e, soprattutto, nel nostro cuore.

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