Dal 4 luglio al 4 agosto la compagnia teatrale La bottega delle maschere presenta al Giardino di Sant’Alessio Aventino di Roma Pirandelliana 2024, giunto alla sua XXVIII Edizione. Il martedì, il giovedì e il sabato va in scena I giganti della montagna, mentre il mercoledì, il venerdì e la domenica è dedicato a Così è (se vi pare), entrambi diretti da Marcello Amici. Noi di Banquo Magazine abbiamo assistito il 30 luglio a I giganti della montagna, che si è concluso con l’invito del regista e interprete di Cotrone ad andare il più possibile a teatro vista l’enorme crisi che sta vivendo.
I Giganti della montagna rappresenta l’opera incompiuta per eccellenza di Pirandello e racconta la storia di una compagnia di attori guidata dalla contessa Ilse, che arriva una sera a una villa solitaria abitata dal mago Cotrone e dagli Scalognati. Inizialmente questi provano ad allontanare i commedianti, ma poi cercano di convincerli a recitare in La favola del figlio cambiato (una storia scritta per Ilse da un poeta innamorato e da lei respinto, che si tolse la vita). Ilse rifiuta e Cotrone le propone, perciò, di recitare La favola di fronte ai Giganti della montagna, gente d’alta e potente corporatura. Tuttavia, il copione si interrompe con l’arrivo a cavallo dei giganti stessi.
Adattare Pirandello a teatro ai giorni nostri è più complicato di quanto si possa pensare perché le sue battute sono più vicine all’essere un romanzo piuttosto che a uno spettacolo teatrale. Vedere perciò nel 2024 un’opera pirandelliana può risultare, pertanto, anacronistico e non così immediato. Gli applausi finali infatti sono stati timidi e in fondo è anche normale poiché l’età media del pubblico probabilmente era sui 40 anni e il target de I giganti della montagna è molto più alto.
Lo stesso cast forse non aveva capito quanto fosse enormemente difficile adattare uno spettacolo del genere (come detto precedentemente, addirittura rimasto incompiuto). Ciò che ne conseguito allora è una monotonia delle battute che si sono unite ogni tanto a una postura non sempre sul pezzo da parte di alcuni interpreti. Tuttavia, è trasparito l’enorme impegno attoriale e le luci di Paolo Fortini così come i costumi di Livia Ciuco e Gianfranco Giannandrea erano praticamente impeccabili.
Se in fondo Marcello Amici non ha torto sulla condizione che stanno vivendo i teatri e che devono essere aiutati, è anche vero che il passaparola non può piovere dal cielo e per una storia del genere c’è bisogno di un comparto attoriale con più anni di esperienza alle spalle. Se si fosse trattato di uno spettacolo esterno da uno degli eventi più importanti dell’estate romana dal 1997 allora il cast poteva rimanere lo stesso, a patto però che ci sarebbe stata una riscrittura semi o quasi totale dell’opera, rendendola magari più comica e moderna. Ciononostante, I giganti della montagna comprende dei nomi interessanti e da tenere d’occhio in futuro, come le giovani Alice Zanini e Beatrice Picariello, sicuramente le migliori ieri sera!
