“Correnti nella baia”: a teatro trasportati dal flusso della vita 

11 Febbraio 2025

E’ necessario lasciarsi andare, perdere i confini, rompere gli argini e gli ormeggi, disinnescare la bussola, chiudere gli occhi, farsi trasportare dal flusso della corrente della vita per ritrovarsi e scoprirsi forti. Questo è il messaggio di “Correnti nella baia”, emozionante spettacolo di Alfredo Balducci, diretto da Giuseppe Calabrese e Francesco Esposito, andato in scena al Teatro Antigone di Roma.

In mare aperto, su una imponente imbarcazione, metafora dell’esistenza, si trovano due uomini, Tono e Leo, due amici, all’apparenza diversi, uno non vedente, saggio, forte e preciso, capace di vedere anche senza vista, e l’altro più dispersivo, fragile, confuso. A causa di alcuni imprevisti si ritrovano, dispersi, in mare aperto. Questa situazione improvvisa, li porterà a guardarsi dentro, a scandagliare le proprie paure e fragilità, li renderà vulnerabili, mettendo in discussione ogni certezza. Solo così, spaventati dal buio, dall’immenso, senza confini, argini, potranno scandagliare i limiti che ogni essere umano si pone, da solo, fare luce su quei dubbi, quelle paure che abitano la nostra mente, sciogliere i nodi di alcune relazioni e legami insani, capire chi si è davvero e cosa si prova veramente. Talvolta nella libertà più assoluta si prende consapevolezza delle proprie prigioni, le proprie gabbie mentali. Bisogna perdersi per ritrovarsi!

Giuseppe Moscarella e Danilo D’Agostino riescono a dare carattere, corpo e anima ai due protagonisti, facendoli diventare paradigmi con i quali chiunque può ritrovarsi, o meglio strumenti per far in modo che ogni spettatore possa condurre a sua volta un viaggio dentro di sé, rafforzando un testo ricco di spunti di riflessione, emozioni, eppure fragile.

La regia li coadiuva sapientemente utilizzando al meglio l’affascinante scenografia realizzata da Roberta Guasco, che diviene il terzo protagonista dello spettacolo, e dalle musiche composte dallo stesso D’Agostino.

“Correnti nella baia” ci spinge a lasciarci trasportare dalle correnti della vita, a uscire dal comfort delle nostre baie e a guardare oltre, con gli occhi del cuore, assaporando ogni sfaccettatura dell’esistenza.

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