Dignità autonome di prostituzione, pillole di teatro per ridare dignità all’arte

5 Gennaio 2026

Dignità autonome di prostituzione a novembre del 2025 ha compiuto 18 anni ed è un vero miracolo per il mondo teatrale italiano. Parlando chiaramente, difficilmente uno spettacolo riesce ad essere così longevo raggiungendo una quantità incredibile di pubblico di ogni età. Questo è dovuto alla genialità di Luciano Melchionna che è riuscito a partorire questa perla che può sembrare una follia, ma la più bella a cui uno spettatore possa partecipare.

La particolarità accoglie sin da subito il pubblico che ha a disposizione i dollarini per comprare le prestazioni dei prostituti e le prostitute del bordello di cui Melchionna è il papi. Artisti che dovranno convincere lo spettatore a seguirli nelle loro stanze dove doneranno pillole di arte dopo una contrattazione. Uno spettacolo itinerante dalla durata di quattro ore in cui lo spettatore è parte integrante con salite e discese, emozioni e dignità restituita all’arte dello spettacolo sempre più “puttana”. 

Melchionna ha creato un format teatrale che è un unicum, un’invenzione a dir poco geniale portata in scena con tenacia e grazie alla forza del talento, il suo, e quello degli artisti che fanno parte di questo lavoro. Attori, ballerini, musicisti e cantanti di primissimo livello che meritano il plauso per la qualità, la capacità di mantenere alta la concentrazione e l’attenzione del pubblico che rischierebbe di perdersi nei vari spostamenti, ad inseguire le proprie prostitute o prostituti.

Scegliere di assistere a questo spettacolo è un regalo prezioso che ci si fa, restituire dignità, non solo a chi in quel momento è protagonista della performance, ma anche alla propria anima inaridita dallo spettacolo che troppo spesso ci viene offerto e non è un caso che ogni volta che Melchionna è in scena con questo capolavoro è sempre sold out. Un arcobaleno di emozioni, ma se chi scrive deve esser sincera, la cosa più emozionante vissuta al Teatro Bellini è stato vedere tantissimi giovani, giovanissimi, inebriati di arte e se qualcuno dopo aver assistito a questo show sceglie di avvicinarsi al teatro sarà la vittoria più grande.

Per questo è giusto fare i nomi di chi ha contribuito alla poesia di Luciano Melchionna: Raffaella Anzalone, Maria Avolio, Antonio Barberio, Carlo Caracciolo, Federica Carruba Toscano, Betta Cianchini, Riccardo Ciccarelli, Enzo Colursi, Cinzia Cordella, Marika De Chiara, Giampiero De Concilio, Valentina De Giovanni, Dario Di Pietro, Veronica D’Elia, Alessandro Freschi, Priscilla, Martina Galletta, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Her, Vincenzo Leto, Maldestro, Claudia Marino, Dolores Melodia, Raffaele Milite, Daniele Russo, Irene Scarpato,Simona Seraponte, Toto Casanova.

Artisti, anime,che hanno restituito dignità all’arte che spesso viene mancata di rispetto, proprio come gli abitanti di un bordello.

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