Fleabag, lo sguardo di una ragazza normale

Testo Simona Adele Tavola

Nelle ultime stagioni televisive, le donne sono diventate le vere protagoniste del mondo seriale di successo. Non parliamo solo nel campo della recitazione, ma anche in quello della produzione, della regia e della scrittura. Molte volte le sceneggiatrici sono le protagoniste delle loro stesse serie e chi rappresenta di più tutti questi aspetti, a capo anche di una vera rivoluzione femminista nel spettacolo, è Phoebe Waller-Bridge. L’attrice inglese con la miniserie Fleabag ha creato uno dei personaggi femminili più realistico e veritiero, che rappresenta le giovani donne dell’ultimo decennio.

Fleabag è l’adattamento dall’omonimo spettacolo teatrale di Phoebe Waller-Bridge, messo in scena ad Edimburgo nel 2013. L’idea iniziale in questione, è nata da una sfida con un amico, in cui era stata costretta a creare uno sketch per un evento di standup di 10 minuti. Phoebe poi ha deciso di tranne una seria scritta e interpretata da lei. Questa serie ha debuttato su BBC Three nel 2016 per poi concludersi nel 2019 su BBC One, ma chi ha decretato il successo in tutto il resto del mondo, è stata la piattaforma di Prime Video che ha distribuito la creatura di Phoebe Waller-Bridge, dove è attualmente disponile se ancora non l’avete vista.
Fleabag si può considerarla una serie dramedy, dove il tutto viene mixato dal tipico umorismo inglese nero che riesce a
scherzare anche sull’aborto. Il merito del successo e dei premi vinti, tra Emmy Awards e Golden Globe, è ovviamente della scrittura della sua creatrice che con il suo stile personale presenta argomenti diversi che sviscera con toni tra l’ironico, il sarcastico e il commovente.

Per descrivere Fleabag basta un sola parola, dissacrante, come la sua protagonista. Una comune ragazza londinese di trent’anni, single, spilungona, disinibita, sfrontata, con l’abitudine di rivolgersi a un pubblico immaginario, cioè noi spettatori a casa. La protagonista rompe la quarta parete, dialogando con un linguaggio schietto e senza censure soprattutto quando si rapporta con gli uomini e il sesso. Fleabag è incasinata, piena di difetti, gestisce una piccola caffetteria avviata al fallimento, eppure è una normalissima ragazza a cui chiunque si può identificare nelle sue esperienze. Nella prima stagione veniamo risucchiati nella sua autodistruzione, alle prese con la perdita della sua migliore amica con cui lavorava. Per tutta questa prima parte assistiamo alla tragicomica vita di una donna spaesata che vive pessimi rapporti occasionali e una difficile relazione con la sorella e la matrigna. La seconda stagione cambia registro, si concentra tutta sull’interesse amoroso e proibito di Fleabag, un prete irlandese cattolico interpretato da Andrew Scott e rinominato The Hot Priest.
Dopo anni di personaggi femminili devoti alla perfezione, di figure glamour con capelli e trucco impeccabili, di madri o di coraggiose guerriere senza paura, Phoebe ci sfida portando sul piccolo schermo un antieroina irresistibile, la cui celebrata imperfezione assomiglia a quella di tutte noi.
Grazie a lei finalmente ci sentiamo più comprese e meno sole.

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