Poor Things quando la Creatura in realtà è una Barbie

3 Settembre 2023

Yorgos Lanthimos torna in gara alla Mostra del cinema di Venezia dopo l’ottimo risultato del suo film in costume La favorita del 2018. Durante quella 75esima edizione del festival si è aggiudicato Leone d’argento – Gran premio della giuria e ha fatto vincere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Olivia Colman, che poi in quella stagione dei premi ha regnato sovrana fino ad arrivare al premio più ambito, l’Oscar. Nel lungometraggio ambientato alla corte della Regina Anna c’era anche Abigail, un’inedita e bionda Emma Stone, che ha portato sullo schermo uno dei suoi ruoli più antipatici, per ora, della sua già lunga carriera. L’attrice americana anche in veste di produttrice di Poor Things, conferma l’idillio lavorativo con il regista greco nei panni della protagonista donandosi, in tutti i sensi, senza veli e pudore nella mani di Lanthimos.

Poor Things, tradotto da noi in italiano letteralmente come Povere creature! è la trasposizione dell’omonimo romanzo del 1992 scritto da Alastair Gray che reinventa al femminile il mito della Creatura di Frankenstein. La messa in scena del collocamento storico e’ una sorta di periodo vittoriano inglese che fonde steam punk e il surrealismo alla Max Ernest. La prima parte del lungometraggio è girata interamente in bianco e nero e si concentra sul creatore della protagonista Bella Baxter, cioè il professore e medico Godwin, un mostruoso scienziato ma sempre magnifico William Dafoe. La storia su com’è nata la protagonista della Stone, è raccontata attraverso una spiegazione che fa God al suo fidato allievo Max, l’attore Ramy Youssef. La giovane donna infatti prima di morire e di tornare in vita, dopo avergli inserito nella testa il cervello del neonato che portava in grembo, si chiamava Victoria e si era buttata nel vuoto da un ponte.

Proseguendo la fantastica storia il film diventa a colori e vengono mostrati i miglioramenti di Bella, è vero che possiede un corpo già formato di una donna adulta, ma la mente invece è ancora quello di una bambina che deve scoprire tutto della vita. Tutto cambia quando viene a contatto con Max e inizia a provare i piaceri sessuali toccandosi continuamente nelle parte intime davanti ai due uomini che cercano di proteggerla dal mondo esterno. Un giorno però conosce l’affascinante avvocato Duncan Wedderburn, l’americano Mark Ruffalo, consapevole fin da subito che lui l’userà a suo piacimento, comunque decide di scappare con l’uomo libertino per viaggiare e finalmente sfogare i suoi desideri, anche sessuali. Durante questa avventura amorosa piena di tanto sesso, ma non solo, Bella è sempre più consapevole di se stessa, quindi si emancipa da Duncan, dopo che lui l’aveva resa prigioniera su una nave da crociera, arrivata a Parigi decide di vivere e lavorare come prostituta in un bordello. Le scene nella camera da letto sono un montaggio che spiega la sua scelta di vendere il suo corpo, un po’ come la “ Belle de jour”, Bella però nel frattempo decide anche di studiare Medicina. Alla fine la protagonista torna a Londra per rivedere il suo padre-creatore gravemente ammalato e capire finalmente chi era prima di rinascere com’è Bella Baxter.

Questo film che possiede un cura nel dettaglio nella sceneggiatura, schietta piena di battute molto spinte ma intelligenti, sia nelle scenografie, negli abiti sgargianti con effetto teatrale di Bella e nella regia meticolosa di Lanthimos che anche stavolta non rinuncia alle riprese con il suo amato grandangolo. Poor Things è il viaggio sulla scoperta e la conoscenza di una eroina che sa cosa vuole e che non accetta più le impostazioni della società patriarcale in cui vive. Bella Baxter di Emma Stone è come la Barbie di Margot Robbie, entrambe da bambole in mano agli altri diventano delle donne emancipate simbolo della liberazione femminile e del nuovo femminismo cinematografico.

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