L’eccitazione voyeuristica contemporanea in Stranger Eyes di Siew Hua Yeo

6 Novembre 2024

In concorso all’81esima Mostra del Cinema di Venezia, Stranger Eyes (Sguardi nascosti) del regista singaporiano Siew Hua Yeo è una critica velata alla necessità di riempire la quotidianità alienante e tediosa tipica dell’era contemporanea.

Come capita spesso al cinema, il titolo, guida lo spettatore ad introdursi nella storia o perlomeno a farlo con gli occhi di chi il film l’ha pensato, scritto e realizzato. Anche in questo caso è così, con l’accezione che ben presto, lo spettatore, si accorge di essere solamente un altro di quegli sguardi che compongono questo quadro. Stranger Eyes racconta la perversione, quasi per assurdo insindacabile, di una società, quella contemporanea, che deve fare di tutto per sfuggire al grigiore dell’ordinario.

Il pretesto si innesca con la sparizione di una bambina al parco, frutto di una non capillare attenzione da parte dei suoi giovani genitori. Gli sguardi con i quali iniziamo ad interpretare la storia si compongono mano mano: la mamma di lui e il poliziotto che li aiuta nella ricerca, i primi. Si scopre ben presto che la famiglia è vittima di un’ossessione voyeuristica da parte di uno sconosciuto (identificato in Wu) che inizia a mandar loro, in forma anonima, dei dvd contenenti riprese della loro vita quotidiana. Il passato della giovane famiglia ci viene presentato quindi come conseguenza filtrata dallo sguardo di quest’uomo, insinuando costantemente lo spettatore sull’effettiva veridicità di quello a cui si sta assistendo. Lo sguardo è senza dubbio il protagonista di questo thriller pacato, muove le carte in gioco, mescola realtà e allusione. È uno sguardo violatore che penetra anche nei momenti più intimi della vita delle persone. Le registrazioni di Wu complicano i rapporti, rivedono i fatti, ma ci avvertono sulla pericolosità di vivere nella noia e sull’importanza di scindere l’osservazione della curiosità umana con l’invasione. Questo Hitchcock asiatico diviene una forma molto interessante di meta-meta-meta-cinema. Lo spettatore vede la storia attraverso lo schermo, Wu la vede attraverso la sua videocamera, la polizia piazza delle telecamere per scoprire chi si cela dietro i video intimidatori. La visione completa è quindi filtrata da tre schermi. Come possiamo anche solo credere di poter conoscere la verità, se la realtà, ad oggi, è costantemente filtrata da meccanismi innaturali? Il film crea del nervosismo in chi lo sguarda, perché ti sbatte in faccia costantemente la vacuità della vita che stiamo conducendo.

I personaggi che guardano, vengono a loro volta guardati. C’è un instancabile cambiamento del punto di vista, un’ invasione insistente del privato da cui sembra impossibile sottrarsi.

Il film vanta una coproduzione realizzata fra Singapore, USA, Taiwan, Francia e Italia della quale purtroppo risente a livello di trama. Come capita spesso quando le produzioni sono complesse, il film denota confusione e a lungo andare emerge una mancanza di continuità effettiva nella narrazione. Anche la suspence tipica del genere thriller viene a perdersi, abituandoti fin troppo ad una calma flemmatica. Alcuni momenti importanti, per quanto pretestuosi al fine moralistico (il ritrovamento della bambina), vengono solamente accennati e alcune scene mostrate non vengono mai concretamente spiegate. Anche il cambio di direzione finale, con un nuovo personaggio che spunta quasi dal nulla, non concede più tensione emotiva al film, aggiunge solamente altro materiale destinato a non essere indagato, facendoti uscire dalla sala con l’amaro in bocca.

Yeo presenta un giallo che esplora l’isolamento e indaga come l’accesso costante ad una telecamera ci abbia influenzati nelle scelte e nel modo di approcciarci alla vita: il bisogno ossessivo di relazionarsi con l’altro, di postare nella speranza di trovare un’altra anima solitaria con cui connettersi, di scorrere video su video per dare anche solo l’apparenza di rapporti sociali o di vivere del passato. L’idea è davvero interessante, la premessa anche, ma purtroppo nella realizzazione, né l’idea, né la premessa vengono soddisfatte in pieno.

Stranger Eyes (Sguardi nascosti) di Siew Hua Yeo sarà in sala a partire dal 14 novembre.

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