L’amicizia, così semplice e complessa contemporaneamente, fa parte della vita di ogni essere umano. Fin da quando si è piccoli ci si ritrova a conoscere nuove persone che diventeranno amici e che, in un modo o nell’altro, influenzeranno nella crescita personale e nel carattere.
Jazzy, il nuovo film diretto da Morrisa Maltz (The Unknown Country) e scritto dalla stessa Morrisa Maltz, Lainey Bearkiller Shangreaux, Vanara Taing e Andrew Hajek, mette in primo piano proprio l’amicizia e il momento delicato in cui si passa dall’essere bambini ai primi momenti dell’adolescenza.
Presentato al Tribeca Festival e alla 19esima edizione della Festa del cinema di Roma il film racconta la storia di Jazzy (Jasmine Bearkiller Shangreaux) e Syriah (Syriah Foohead Means), due bambine appartenenti alla comunità di Oglala Lakota, vicine di casa e amiche inseparabili che vanno a scuola nella stessa classe e passano il loro tempo libero a giocare insieme. Tutto cambia quando Syriah è costretta a trasferirsi, insieme alla sua famiglia, lontana da Jazzy. Da questo momento Jazzy dovrà imparare a crescere e vivere senza avere più la sua migliore amica a due porte di distanza.

Jazzy è un film di formazione, parla di amicizia ma soprattutto di crescita. Mostra il momento in cui si iniziano a fare i conti con emozioni più complesse, quando la mente inizia a vagare per territori ancora inesplorati. Mostra la difficoltà nel fare i conti con queste nuove emozioni e con l’evoluzione necessaria per diventare un individuo più completo, in qualche modo più libero ma anche più solo.
Scegliere di raccontare questa delicata transizione attraverso l’amicizia è una scelta giusta e universale che permette allo spettatore di vivere completamente quello che sta vivendo Jazzy. Il legame che esiste tra le due bambine e la sua perdita è in realtà qualcosa che si vive quando si cresce; improvvisamente gli amici che pensavi sarebbero stati accanto a te per sempre si allontanano, si trasferiscono, intraprendono una vita diversa, ciascuno ha la propria e la vita da adulti si mette in mezzo e nulla è più come prima, per quanto il sentimento rimanga sempre intatto e forte (almeno nella maggior parte dei casi).
Morrisa Maltz mette in piedi una storia estremamente realistica attraverso una regia – che ha vinto il premio per la miglior regia alla Festa del cinema di Roma – fatta di primi piani, dettagli e particolari che trascina lo spettatore all’interno della storia e dei sentimenti di Jazzy e di Syriah. Il tutto accompagnato da una fotografia suggestiva che enfatizza ancor di più il tema principale del film.

Jazzy è un film dolce e semplice e proprio per questo emozionante, è un abbraccio che dimostra che tutti hanno vissuto quelle esperienze e che, anche se crescere è difficile, alla fine dei conti ne vale sempre la pena.
Ancora non c’è una data di uscita ufficiale del film, che nel cast vede anche Lily Gladstone (Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese), ma si spera uscirà nelle sale italiane perché è un’opera che merita di essere vista e che può far sentire meno soli tutti i bambini che come Jazzy stanno crescendo.
