Nella sala d’aspetto dello studio del famigerato dottor Stern si incontra un cast d’eccezione per il nuovo film di Paolo Costella, presentato in anteprima a Roma da Warner Bros. Pictures e in sala a partire dal 21 novembre.
Claudio Bisio, Margherita Buy, Claudio Santamaria, Valentina Lodovini, Leo Gassmann, Ludovica Francesconi e Lucia Mascino sono rispettivamente Federico, Anna Maria, Emilio, Bianca, Otto, Lilli e Sonia, un gruppo di sconosciuti accomunati da disturbi psichici e ossessivo-compulsivi che si incontrano casualmente nello studio di uno psicoterapeuta, il dottor Stern. Apparentemente per un errore di database, i loro appuntamenti vengono presi allo stesso orario facendoli ben presto dubitare se l’idea del dottore fosse quella di coinvolgerli in una terapia di gruppo fin dall’inizio. Il dubbio diventa realtà quando il dottor Stern non si presenta agli appuntamenti, costringendo i sei (sette, se contiamo anche la segretaria dello studio) ad interagire tra loro mettendo sul tavolo i propri disagi e disturbi. Sindrome di Tourette, mania del controllo, ossessione per i calcoli aritmetici, fissazione per l’igiene, FOMO dell’esclusione sociale e paranoia della simmetria sono i nemici interiori che muovono questi personaggi che molto poco possono definirsi tali, quanto piuttosto “persone”.
Unità di tempo e spazio, una mezza giornata e una stanza sono la culla di questa commedia piacevole e dai tratti riflessivi. La sceneggiatura è un adattamento a cura di Michele Abatantuono, Lara Prando e lo stesso Paolo Costella di una pièce teatrale francese dal titolo Toc Toc, della quale, nel 2017, è stata fatta una versione cinematografica in Spagna. Come affermano regista e sceneggiatori, l’idea era quella di riprendere questo testo dall’incredibile fortuna e scavare più in profondità per estrapolare da ogni personaggio un disturbo che riflettesse in maniera consapevole e realistica delle ansie e dei disagi nei quali possiamo riconoscerci in quanto uomini e donne che vivono qui, oggi. Lo scopo era quindi dare tridimensionalità, profondità ad un testo che vantava soltanto il cinismo dell’esteriorità bidimensionale.

Questa stanza (un po’ alla Perfetti Sconosciuti o alla Carnage di Polanski) diviene una specie di scatola, pur sempre rassicurante perché “casa” di chi si suppone ci aiuti a guarire, in cui queste sette personalità vengono rinchiuse, come per un esperimento sociale, per vedere banalmente come se la cavano a “curarsi” da soli. Come? Ascoltandosi, empatizzando ognuno con il malessere degli altri.
Emergono situazioni, esperienze traumatiche, drammi interiori che in qualche maniera influenzano il vivere quotidiano di ognuno di loro causandone la difficile presenza nel mondo. Viene raccontato tramite il personaggio di Federico (Bisio) il disagio tragicomico di chi è affetto da sindrome di Tourette nel non riuscire a controllarsi dall’essere a volte fuori luogo in situazioni quotidiane; il peso della vergogna di chi subisce revenge-porn (nel caso del personaggio di Bianca interpretato da Valentina Lodovini) e nella conseguente necessità di autoincolparsi, ingiustamente, per averlo forse permesso che lascia quel senso di “sporco” addosso; la difficoltà di affrontare un lutto prematuro e farlo completamente soli (Lilli); il bisogno inevitabile di controllare tutto, razionalizzare tutto, affinché nulla ci possa sfuggire (Anna Maria-Buy), ma anche l’assurda responsabilità di dover essere sempre attivi e presenti per non rischiare di essere lasciati indietro dal mondo che corre troppo veloce (Otto-Gassmann).
Lo scoglio più alto dei film in cui tempo e spazio si fermano e si uniscono è quello di tenere alta la tensione e il conflitto affinché lo spettatore non si adagi mai nella comodità della situazione presentata. Purtroppo la parte centrale del film risulta piuttosto statica e ripetitiva: le situazioni di ognuno dei personaggi, presentate come un elenco, fa prevedere a chi guarda quello che puntualmente accade. Anche i lazzi dopo un po’ perdono di potenza tentando anche di forzare delle risate che non sempre arrivano. Il film si riprende negli ultimi venti minuti quando la trama, cambiando le carte in tavola e sorprendendo, rinvigorisce personaggi e dialoghi risultando più scorrevole ed esilarante.
Una Terapia di Gruppo di Paolo Costella, prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia e Picomedia sarà disponibile al cinema a partire da giovedì 21 novembre.
