Secondo Luca e Marco di Rosa A. Menduni e Roberto De Giorgi: la recensione

19 Novembre 2024

Secondo Luca e Marco – scritto e diretto da Rosa A. Menduni e Roberto De Giorgi – è lo spettacolo andato in scena al Teatro Garbatella dal 30 ottobre al 3 novembre.

Luca e Marco sono due preti che hanno compiuto gli studi insieme ma che ormai non si frequentano più. Si incontrano di nuovo solo quando Marco (Fabrizio Apolloni), ormai diventato quello che si può considerare un moderno inquisitore, si ritrova nel paesino sperduto del centro Italia dove è stanziato Luca (Massimiliano Vado), che invece ha proseguito con la carriera di parroco. Marco, però, non è lì per diletto ma per investigare su una segnalazione che hanno lasciato nei confronti di Luca, secondo la quale avrebbe avuto una relazione ambigua con un ragazzo minorenne. In questi tre giorni che i due passeranno insieme verranno a galla verità nascoste, che decideranno il loro destino e quello della loro amicizia.

Secondo Luca e Marco è uno spettacolo la cui idea di base è interessante e con del potenziale, ma ha un problema: la storia sembra essere una critica alla Chiesa e alla sua ipocrisia ma non raggiunge mai il suo obiettivo, non si arriva mai a una condanna vera e propria di certi atteggiamenti.

La storia si snoda intervallando momenti di dramma a momenti ironici che vanno a finire però, nella maggior parte dei casi, in battutine che vorrebbero essere divertenti ma non lo sono davvero.

Questo forzare troppo l’aspetto comico è quindi il vero problema della pièce, infatti, se al contrario avessero lasciato quelle sfumature di indagine con un pizzico di dramma e di giallo in più, il messaggio sarebbe stato più chiaro e incisivo e la storia sarebbe apparsa più interessante.

Uno degli aspetti migliori dell’opera sono i tre attori che si avvicendano sul palco: Fabrizio Apolloni, Massimiliano Vado e Karin Proia, molto bravi e convincenti nei loro ruoli, capaci di dare vita a tre personaggi ben caratterizzati.

Secondo Luca e Marco è nel complesso uno spettacolo piacevole, che scorre senza annoiare lo spettatore, ma che, con una struttura più solida e meglio sviluppata, poteva diventare davvero bello.

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