Intervista a Luca Milesi in scena con Petrov

18 Novembre 2024

Dopo il gradimento della scorsa stagione torna Petrov lo spettacolo prodotto dalla Compagnia Enter e scritto e diretto da Luca Milesi.

In scena dal 21 al 24 novembre al Teatro Testaccio di Roma, il regista sarà in scena insieme a Maria Concetta Liotta e Luca di Cecilia. Uno spettacolo che vede l’accompagnamento musicale al pianoforte dello stesso Di Cecilia, composte appositamente per questo testo e i contribuiti video di Francesco Sotgiu.

Luca Milesi ci racconta la storia di Lei e Lui, quando all’apice della Guerra Fredda il tenente colonnello dell’esercito sovietico Stanislav Efgrafovic Petrov decise in solitudine che i sei missili intercontinentali apparsi sul suo monitor erano un’illusione e la vita di ogni essere umano una realtà che, al contrario, andava difesa ad ogni costo. Una storia che riguarda di nuovo da vicino ognuno di noi.

Torna in scena Petrov. Di cosa parla questo testo che già lo scorso anno ha riscosso apprezzamenti di pubblico e di critica?
”Petrov” è un incrocio di destini, il nostro di donne e uomini che ancora respirano l’aria di questo pianeta nel 2024 con quello di un soldato dell’Armata Rossa che ormai più di quarant’anni fa deragliò dal binario obbligatorio delle sue regole di ingaggio permettendosi il lusso di pensare nel pieno di una emergenza militare, dettata da un allarme missilistico che era risuonato nella base militare nella quale prestava servizio alle porte di Mosca. La sua vicenda prende vita sulla scena intercettando alcuni frammenti del nostro album di famiglia “italiano”, grazie a due personaggi sopravvissuti alla tempesta degli anni di piombo in cerca di spiegazioni sul loro passato.

Quando è nata l’idea di scrivere questa storia?
All’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina ricorderete come qualunque cosa fosse stata scritta, letta, musicata, recitata, danzata in russo venne praticamente messa al bando. Ecco, il mio inguaribile senso di giustizia mi spinse a scrivere qualcosa che ricordasse a tutti che se noi e la nostra casa Terra siamo ancora vivi lo dobbiamo ad un anonimo Tenente Colonnello Sovietico, dunque ad un russo che più russo non si potrebbe.

Qual è il messaggio che vuole lasciare allo spettatore
Più che un messaggio vorrei che sulle schiene degli spettatori corresse come un brivido in grado di stimolare poi in loro la curiosità di approfondire l’argomento

Uno spettacolo che ha già conquistato il cuore del pubblico lo scorso anno. Qual è il complimento più bello che ha ricevuto
Da uno spettatore che per età anagrafica ricordava quei giorni di settembre: “Voi due – riferendosi ai due personaggi italiani di raccordo – sembravate usciti dalla riunione di un collettivo politico, per un attimo sono stato sul punto di intervenire”

Come regista e autore ha incontrato dei problemi nella messa in scena? Nessun problema in particolare

I contributi video di Francesco Sotgiu quanto arricchiscono l’intero lavoro?
I contributi video, come sempre nei miei spettacoli più recenti, sono determinanti per l’ambientazione spazio-temporale della narrazione

La Compagnia Enter ha prodotto tantissimi spettacoli da lei diretti, c’è uno che ricorda con particolare affetto?
Lo spettacolo “Ninco Nanco Centocinquanta”, del 2014. Dieci anni fa mettemo in scena un vero kolossal dedicato alla storia del Grande Brigantaggio post-unitario, ambientato nella Basilicata del 1861

Ci sono altri progetti teatrali in futuro?
A maggio torneremo in scena al Teatro Trastevere di Roma, dal 23 al 25, con uno spettacolo del Magistrato Alessandra Camassa, dal titolo “Noi e Loro”, dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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