In un mondo sempre più stereotipato che ci vuole tutti belli, impeccabili, perfetti, senza difetti, la vera forza è invece essere “BROTTI”, ossia brutti e rotti, dal titolo del sorprendente, sofisticato, intimo e poliedrico spettacolo di Manuela Zero e Davide Santi, andato in scena all’Off Off Theatre di Roma.
Manuela Zero, attrice e cantante di raffinato talento, porta in scena, affiancata dal violino di Cecilia Drago e dalla chitarra di Davide Santi, 7 storie di imperfezione, fragilità, dolore, solitudine, diversità. “E tu non ridere che sei come loro!” Il sottotitolo ci suggerisce forse il senso più profondo: siamo tutti in fondo un po’ rotti, ammaccati dalle avversità della vita, dagli imprevisti, dai sentimenti folli o sbagliati, e dunque non possiamo ridere o meglio deridere o puntare il dito contro questa girandola di personaggi incrinati, poiché in qualche modo siamo un po’ come loro.
In una sinfonia di musica, note, gesti misurati, l’interprete, attraverso il suo recitar cantando, ci fa immergere nelle vite della vecchia e brutta Teresa, condannata alla solitudine, della piccola Camilla che non sa piangere, di un figlio vittima della violenza brutale del padre, di una donna sacrificata ad un amore tossico, di Nina che vive in carcere con la madre, fino al toccante omaggio-ricordo di Sandra Milo che nell’aldilà ritrova tutte le persone che ha amato. Sulla scena spoglia, riempita solamente da tagli di luci ed ombre, la Zero ci fa vedere, toccare queste anime, ci incanta con le loro debolezze che tendono a celare e che si fanno poesia, sciame di speranza e coraggio per gli altri. Punto di partenza è il suo disco, le sue canzoni, che grazie al supporto e alla regia di Davide Santi è riuscita nell’ardua sfida e impresa di trasformare in uno spettacolo teatrale a 360 gradi, quasi unico nel suo genere, in cui fonde la sua dirompente presenza scenica, la poeticità tagliente e ironica della sua prosa, le sue infinite doti canore e interpretative, creando un continuum, una sinfonia che pone in primo piano la forza dei sentimenti, l’intensità emotiva, sostenuta da una regia essenziale, scrupolosa ed emozionale che punta a mettere in risalto il contenuto, le parole, le vibrazioni dell’anima.
Alla base di ogni rottura c’è un amore, un bisogno d’amore, una negazione d’amore, un eccesso d’amore che genera una crepa che può sfociare nella violenza, nell’ autodistruzione, nella disperazione.
E poi una mancanza di coraggio, una paura che ci paralizza, che non ci fa tuffare per paura di affogare nel mare della vita, che non ci fa volare per paura di cadere… E se cado?E se voli? Manuela Zero, eterea e affascinante, sicuramente vola, con la sua grazia, la sua padronanza vocale arriva dritta al cuore del pubblico, mescolando tonalità tragicomiche, dialetto partenopeo, facendoci familiarizzare ed empatizzate con quelle storie e i loro personaggi, cristallizzandoli in maschere senza tempo, e rivestendo le debolezze di sacralità. Riempendo le crepe di luce e bellezza. Di forza. Il suono del violino accarezzato dalla chitarra accompagna una liturgia laica, un inno alla bellezza della fragilità, un monito di coraggio e accettazione di noi stessi, tutti a nostro modo belli, anche se rotti, o comunque in grado di poterci riaggiustare e ricomporre se solo accettiamo la nostra natura imperfetta, ma capace di grandi cose. Dì volare, senza giudicare! Proprio come BROTTI. Perché la vita è un tuffo esagerato nelle mani del vento.
