BELLE_PHOTOS DE PLATEAU_MANUEL MOUTIER

Il caso Belle Steiner di Benoît Jacquot

8 Marzo 2025

Quanto pesa l’insaziabile pettegolezzo di una tranquilla cittadina di provincia? Da La morte di Belle (1952), romanzo di Georges Simenon, per la regia di Benoît Jacquot, il film esplora i meccanismi del sospetto e della paranoia in una società, quella contemporanea, sempre pronta al giudizio nonostante l’assenza di prove concrete.

Pierre (Guillaume Canet) e Cléa (Charlotte Gainsbourg), un insegnante e un’ottica, sono una coppia che trascorre una vita ordinaria in una piccola cittadina di provincia della Francia. I due ospitano Annabelle, una ragazza poco più che adolescente figlia della migliore amica di Cléa che frequenta il liceo dove Pierre insegna. Una mattina, uguale a tutte le altre, Belle viene però trovata completamente nuda e senza vita. Il sospetto ricade immediatamente sull’uomo poiché l’unico presente in casa al momento del fatto, il quale però afferma di essersi addormentato e di non avere nulla a che fare con l’accaduto.

Il picco drammatico del film, la morte della ragazza, arriva praticamente subito, incanalando il racconto in un vortice di soffocamento crescente che rende l’uomo “vittima” di un giudizio popolare affrettato. Pierre viene sottoposto ad un’inchiesta che l’accusa insistentemente di un crimine che con estrema freddezza e serenità nega di aver commesso. E allora chi l’ha commesso? Con un rimando neanche troppo velato ad Anatomia di una caduta, l’anima buia della vicenda viene racchiusa proprio nel personaggio di Pierre, un uomo indecifrabile, imperturbabile, a tratti apatico e flemmatico fortemente concentrato sui suoi calcoli matematici. Lo spettatore è spinto a dubitare di lui come di lui dubitano i suoi stessi concittadini. In questa ottica, la scelta di assegnare il ruolo ad un volto come quello di Guillaume Canet è forse quella che più coglie nel segno. Un viso rassicurante, tenero, il cui scopo è suscitare compassione in chi guarda.

Una regia essenziale quella di Jacquot, forse troppo essenziale e il film scivola via meccanicamente senza mai trattenerti davvero. Le inquadrature paiono di tanto in tanto tendere a qualcosa di significativo, ma si svelano quasi sempre piuttosto banali ed anche il montaggio, che avrebbe necessitato di una maggiore vivacità, condanna il film ad un effetto “mosaico” in cui le scene si succedono con un assemblaggio blando che alla lunga tedia. Un thriller che non ci ha creduto abbastanza verrebbe da dire, un film che gioca per 90 minuti in difesa senza mai attaccare davvero. Una partita che annoia perché nella sostanza, succede quasi nulla.

Il film è stato presentato in anteprima al Fort Lauderdale International Film Festival nell’ottobre 2024, raccogliendo opinioni piuttosto contrastanti, ma allineate sulla mai deludente prova dei due attori principali.

Il caso Belle Steiner uscirà nelle sale italiane il 13 marzo 2025, con distribuzione a cura di Europictures.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Non perdere

L’Estranea – L’horror familiare che ha stregato Venezia e non solo

Arriva al cinema con 01 Distribution finalmente dall’8 ottobre L’Estranea.…