Il lato oscuro della memoria: Senza sangue di Angelina Jolie

26 Marzo 2025

Dopo l’interpretazione di successo de “la Divina” Maria Callas, per la quale ha collezionato svariate candidature ai premi internazionali, Angelina Jolie torna dietro la macchina da presa con Senza sangue.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Alessandro Baricco, il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e si inserisce nel filone delle opere che esplorano le cicatrici lasciate dalla guerra e il peso della vendetta, temi già affrontati in passato dalla regista.

La storia segue Nina, interpretata da Salma Hayek, unica sopravvissuta al brutale omicidio della sua famiglia durante un conflitto non specificato nel Sud America. Anni dopo, ormai adulta, Nina si mette sulle tracce di Tito (Demián Bichir), uno degli uomini responsabili della tragedia. Il loro incontro, però, non sfocia nella classica resa dei conti, bensì in un confronto intimo e sofferto che mette in discussione il concetto stesso di giustizia e perdono.

Il film è caratterizzato da un’estetica austera e da una fotografia dai toni caldi e polverosi, che sottolineano il senso di memoria e rabbiosa malinconia che permea la narrazione. La Jolie opta per un uso frequente di primi piani e densi dialoghi, scelta che se da un lato enfatizza la profondità emotiva dei personaggi, dall’altro rischia di appesantire il ritmo della narrazione che, nonostante le nobili intenzioni della regista, fatica a coinvolgere pienamente lo spettatore. Il tono riflessivo e la narrazione piena di lunghi silenzi avrebbero ottenuto forse maggior successo in un contesto teatrale piuttosto che cinematografico e anche la colonna sonora, pur suggestiva, finisce talvolta per enfatizzare eccessivamente il racconto già ingombrante caricandolo di un’ulteriore pesantezza.

Il vero punto di forza sono le interpretazioni degli attori. Salma Hayek offre una performance intensa e misurata, riuscendo a trasmettere il conflitto interiore di Nina senza eccessi melodrammatici, mentre Demián Bichir dona al suo personaggio una complessità inaspettata, evitando la facile caratterizzazione del “villain” e offrendo una riflessione sulle ambiguità della natura umana.

Senza sangue è un film importante per la storia universale che, in fin dei conti, racconta in un momento storico, quello attuale, in cui la guerra sembra essere l’unica soluzione. Penalizzato da una “messa in scena” poco dinamica e un procedere troppo contemplativo che riporta gli eventi sfruttando le tonalità del sogno, non riesce a tenere alta l’attenzione neanche dello spettatore amante dei racconti completamente introspettivi. Ciò che offre e che lascia, anche grazie ad un finale aperto, è sicuramente un’interessante riflessione sulla sterilità della vendetta e l’occasione del perdono che lascia chi guarda in bilico tra dolore e speranza.

Dal 10 aprile al cinema!

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