Opus – Venera la tua stella di Mark Anthony Green unisce musica, fanatismo e horror in un thriller psicologico con tinte ironiche. Il film, prodotto da A24 e presentato al Sundance Film Festival, è uscito nelle sale italiane il 27 marzo distribuito da I Wonder Pictures. Nel cast Ayo Edebiri, John Malkovich, Stephanie Suganami, Amber Midthunder, Murray Bartlett, Juliette Lewis, Young Mazino, Tatanka Means, Tony Hale, Melissa Chambers e Tamera Tomakili.

Alfred Moretti (John Malkovich) è una delle superstar più famose del mondo, grazie alla sua musica è diventato leggenda, su di lui girano voci ma nessuno sa cosa sia vero o falso. Dopo oltre 30 anni di pausa, lo staff del cantante annuncia un nuovo album e un ristretto gruppo di giornalisti, esperti di musica e influencer viene scelto per partecipare a un weekend esclusivo e ascoltare in anteprima il disco. Tra i fortunati anche Ariel (Ayo Edebiri) giovane giornalista sfruttata dal suo capo, anche lui invitato all’evento, che vede questa opportunità come l’occasione giusta per scrivere un pezzo che cambierà la sua carriera e la sua vita per sempre. Ma non tutto è come sembra e il weekend si trasformerà da sogno in incubo.
Musica, colori e un ritmo serrato trascinano lo spettatore nel deserto, lontani dalla civiltà, dalla tecnologia e dal superfluo. Un’esperienza totalizzante che attraverso i giochi di luce crea un’atmosfera catalizzante in cui ci si perde. Come i fan di Alfred Moretti anche gli spettatori non possono fare a meno di essere attratti dalla figura ambigua, magnetica e folle che è il personaggio interpretato da John Malkovich, in una performance incredibile che incarna perfettamente lo spirito del cantante. Insieme a John Malkovich, chi spicca per la propria bravura è sicuramente Ayo Edebiri, non sbaglia un ruolo e dimostra la sua capacità di adattarsi a personaggi disparati dando loro sempre un tocco personale che permette allo spettatore di entrare subito in empatia con essi.
Opus – Venera la tua stella affronta il tema delle celebrità, della musica, del fanatismo e anche della ricerca di un mondo dove la creatività sia alla base di una società migliore, un mondo dove potersi riscoprire in grado di creare qualcosa di unico e significativo e dove la globalizzazione e la tecnologia siano lontane per non contaminare la purezza dello spirito umano.
Negli ultimi anni di film con al centro strane sette e culti se ne sono visti tanti ma l’originalità del lungometraggio di Mark Anthony Green sta nella storia e nel confronto tra musica e fede e l’idolatria che ne consegue: la popstar e i suoi devoti fan diventano un dio con i suoi seguaci. Una visione non lontana da quello che sono le superstar con le loro fedeli fanbase, a volte si arriva a un livello tale in cui i cantanti vengono visti come entità superiori, intoccabili e perfette che sono in grado di conquistare con un semplice sguardo milioni di persone, diventando il centro del loro universo.

Opus – Venera la tua stella è inquietante, divertente, scorretto, fastidioso, trascinante. La musica che fa da sfondo all’intera vicenda porta lo spettatore in uno stato mentale unicamente concentrato su quello che sta accadendo sullo schermo immergendolo in un’atmosfera vicina e al contempo lontana dalla realtà odierna.
