Bucky Barnes (Sebastian Stan), Yelena Belova (Florence Pugh), Red Guardian (David Harbour), Ghost (Hannah John-Kamen), Taskmaster (Olga Kurylenko) e John Walker (Wyatt Russel), insieme formano una squadra insolita di antieroi nel nuovo film della Marvel Thunderbolts*, in uscita il 30 aprile nelle sale italiane e diretto da Jake Schreier.

Sopravvissuti a una trappola mortale orchestrata da Valentina Allegra de Fontaine (Julia Louis-Dreyfus), questi emarginati si ritroveranno a dover unire le forze per affrontare una minaccia pericolosa che li metterà davanti ai demoni del loro passato.
Dopo gli ultimi lungometraggi Marvel poco convincenti (tranne poche eccezioni, tra cui Spiderman No way Home, Guardiani della Galassia Vol. 3, Deadpool & Wolverine), Thunderbolts* è il film di cui si sentiva il bisogno. Quando si conclude un ciclo che dal 2008 al 2019 aveva sviluppato personaggi, legami e storie, che hanno accompagnato la vita degli appassionati per 11 anni, è difficile ripartire da dove ci si è fermati e creare qualcosa di abbastanza interessante da catturare di nuovo l’attenzione del pubblico, ma sembra proprio che fino ad ora non ci sia stato nemmeno l’impegno necessario per fare sì che questo accadesse.
Thunderbolts* è una boccata d’aria fresca in un momento in cui si sentiva profondamente il bisogno di qualcosa in grado di ridare fiducia alla Marvel. E farlo con un film che racconta di personaggi che sono sempre stati secondari nei lungometraggi precedenti è stata la mossa giusta.
Quello che colpisce del film di Schreier è soprattutto la capacità di affrontare in maniera profonda e allo stesso tempo leggera, il tema della depressione, del lutto, del vuoto che ogni persona ha dentro, del sentirsi costantemente sbagliati, inadatti, soli. Tutto il film gira intorno a tali temi e proprio per questo è ancora più di impatto. Quello che emerge è che il vero nemico, alla fine, non è l’altro ma la parte autodistruttiva che vive dentro ogni individuo. Attraverso un gruppo di personaggi disillusi, che tutti considerano perdenti ed emarginati, la Marvel porta in superfice il lato più nascosto, quello più difficile dell’essere umano.

Ogni elemento si trova nel punto giusto, non manca l’azione, il divertimento, le emozioni e gli effetti speciali che rendono tutto ancor più intenso. Nonostante Thunderbolts* sia la storia di un gruppo, la vera protagonista è Yelena Belova, interpreta da Florence Pugh, una delle attrici migliori attualmente in circolazione. La storia di Yelena è la storia di una ragazza cresciuta troppo in fretta, che già da bambina aveva visto e fatto cose che non dovrebbero accadere nella vita di nessuno. È il racconto di una donna che ha perso la sorella appena ritrovata e non ha mai superato il lutto, ma soprattutto è la vicenda di una donna sola che vorrebbe sopprimere i suoi sentimenti e il suo dolore nascondendolo dietro una durezza solo apparente. Florence Pugh dà tridimensionalità al personaggio, le porta rispetto e le dà vita in maniera fantastica.
Altro punto di forza del film è il villain, Lewis Pullman, new entry nel MCU porta sullo schermo una performance incredibile, piena di vita e verità, che emoziona per la facilità con cui ci si può immedesimare. Ma in realtà tutti gli attori riescono finalmente, con il giusto e meritato tempo e spazio, a dare profondità a personaggi che nei film precedenti erano sempre stati trattati superficialmente.
Thunderbolts* è azione, divertimento ed emozione pura. È un lavoro completo e dimostra che la Marvel, nonostante tutto, è ancora in grado di realizzare film sensati e coinvolgenti.
Nel cast oltre ai già citati anche Geraldine Viswanathan, Chris Bauer e Wendell Pierce.

