La trama fenicia – Il solito Wes Anderson o forse no e con un omaggio al suo cult I Tenenbaum 

26 Maggio 2025
Courtesy of TPS Productions/Focus Features © 2025 All Rights Reserved

Presentato in anteprima durante la 78ª edizione del Festival di Cannes arriva dal 28 maggio nelle nostre sale La trama fenicia. Questa non è la prima volta per Wes Anderson sulla Croisette anzi è già la quarta partecipazione in cui porta in concorso una sua pellicola. Il nuovo lungometraggio del regista texano è tutto quello che ci si aspetta: tanta cura al dettaglio, le sue immancabili inquadrature simmetriche e le palette color pastello ma anche tante citazioni alla storia del cinema e alla sua filmografia.

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La trama fenicia, in originale The Phoenician Scheme, è ambientato nel 1950 e segue le vicende tragicomiche dell’enigmatico industriale Anatole “Zsa-zsa” Korda. Un magnate degli armamenti e dell’aviazione dalle origini ambigue, interpretato da Benicio del Toro e che ricorda molto quel Charles Foster Kane di Quarto potere. L’attore portoricano e spagnolo torna a lavorare con Wes dopo The French Dispatch trasformandosi nel tipico “Anderson Dads” che si rivela una versione aggiornata dell’indimenticabile e mascalzone Royal Tenenbaum di Gene Hackman. Forse il personaggio maschile più riuscito di Anderson, capace di essere al tempo stesso odioso e commovente ed è lo stesso con Zsa-zsa.

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Com’è già stato affrontato nel lungometraggio precedente ritroviamo un rapporto conflittuale tra padre-figlio, ma qui c’è di mezzo una successione e la sua cospicua generosa eredità. Il patriarca non è un uomo qualunque, ma il più ricco della sua epoca e dopo essere sopravvissuto ad un incidente aereo, per la sesta volta, decide che è giunto il momento di riallacciare i rapporti con la sua unica figlia Liesl, una novizia ventenne pronta per prendere i voti. L’attrice scelta per questo ruolo è Mia Threapleton, figlia d’arte di Kate Winslet e del suo primo marito Jim Threapleton è la vera rivelazione di La trama fenicia. Mia è un altro esempio di nepobaby con talento, che incanta con la sua recitazione nei panni di una suora fuori dai generi che si ritrova costretta a lasciare il convento e tornare dal padre. I rapporti tra i due all’inizio sono tesi, ma tra diffidenza e attrazione reciproca si instaura un legame. Liesl però non è l’unica figlia di Korda, anzi a casa fa la conoscenza di nove fratellastri che però il patriarca stesso non ritiene degni e punta tutto sull’unica femmina, che istruisce mentre cerca di salvare l’impero di famiglia dall’assalto di un’agenzia di intelligence americana.

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Il lungometraggio dopo questa parte iniziale diventa un road movie in giro per il mondo alternato con momenti post mortem in bianco e nero dove Zsa-zsa si trova, ogni volta che rischia di morire, davanti a Dio, interpretato da Bill Murray, in Paradiso. Padre e figlia però non viaggiano da soli ma accompagnati da Bjorn uno strambo tutore nerd esperto di insetti, l’attore Michael Cera, pieno di segreti che porta scompiglio e molte risate. Questo viaggio però è anche una missione per l’industriale che deve realizzare il suo più grande progetto della sua vita La Trama Fenicia Infrastrutturale – Korda Terra e Mare ma per concluderlo ha bisogno di colmare il Gap. Uno degli aspetti più interessanti del susseguirsi della storia è il cambiamento esteriore di Liesl che non rinuncerà mai al suo abito bianco da novizia, stile Narciso nero, ma che trasformerà indossando prima i collant verde fosforescente e truccandosi fino ad arrivare a fumare una pipa fatta di pietre preziose e pregando con un rosario firmato Cartier.

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Il trio quindi si ritrova a viaggiare, prima in aereo, poi su i binari di una ferrovia in costruzione e su una nave in una regione immaginaria che ricorda il Medio Oriente ma anche l’Europa meridionale incontrando variopinti personaggi in grado d’aiutare finanziariamente Zsa-zsa. Queste persone ovviamente sono interpretate da molti volti noti del cinema odierno di Hollywood o attori che hanno già lavorato in passato con Anderson come Tom Hanks, Bryan Cranston, Mathieu Amalric, Jeffrey Wright, Stephen Park, Rubert Friend, Scarlett Johansson, Hope Davis, Willem Dafoe e nei panni della nemesi del protagonista l’attore Benedict Cumberbatch. Tra le new entry troviamo Riz Ahmed, Richard Ayoade e Charlotte Gainsbourg nel ruolo della prima moglie di Korda e madre defunta di Liesl.

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Lo stile inconfondibile di Wes Anderson si vede per tutta la durata del film sia nei dialoghi ma soprattutto nella sua regia che ne ha fatto il marchio di fabbrica. C’è l’estetica raffinata studiata nei dettagli, le simmetrie e le palette cromatiche, gli outfit impeccabili e un cast pieno di star che si prestano a recitare anche solo per poche scene. Negli ultimi tempi forse il suo cinema sembra ripetitivo per molti ma non di certo per i suoi fans più fedeli come la sottoscritta. Per concludere con La trama fenicia si torna alle sue origini mostrandoci una famiglia disfunzionale alla I Tenenbaum, come quelle delle serie HBO, ma innescando dinamiche viste nel suo più premiato lavoro cioè l’indimenticabile Grand Budapest Hotel che uniti creano il giusto mix per un film godibile.

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