Ci sono diversi franchise cinematografici che appartengono alla memoria collettiva, passano di generazione in generazione e conquistano ogni volta, indipendentemente dagli anni passati dal primo film. Karate Kid è uno di questi, tra i vari capitoli cinematografici e la serie Cobra Kai (si trova su Netflix) rimane nel cuore dei più grandi, cresciuti con questa storia, e inizia a vivere in quello dei più piccoli che lo vedono per la prima volta. Karate Kid: Legends, diretto da Jonathan Entwistle (The End of the F***ing World), scritto da Rob Lieber (Peter Rabbit) e in uscita oggi 5 giugno, è l’unione perfetta del vecchio e del nuovo.

Quando il prodigio del kung fu Li Fong (Ben Wang, American Born Chinese) si trasferisce a New York dalla Cina con la madre (Ming-Na Wen, Mulan, Agents of S.H.I.E.L.D.), stringe immediatamente un rapporto d’amicizia con Mia (Sadie Stanley, Kim Possible), una ragazza che lavora nella pizzeria del padre Victor (Joshua Jackson, Dawson’s Creek, Doctor Odyssey), un ex campione di pugilato che si è ritirato. Ma la tranquillità iniziale viene interrotta quando Li si fa come nemico Conor Day (Aramis Knight, Ender’s Game), un campione locale di karate ed ex ragazzo di Mia. Li, spinto dalla voglia di difendersi e di riscattarsi, deciderà di partecipare alla competizione più importante della città; a guidarlo negli allenamenti Mr. Han (Jackie Chan, The Karate Kid – La leggenda continua) e Daniel LaRusso (Ralph Macchio, The Karate Kid), che gli daranno modo di combinare i loro stili in qualcosa di unico.
Karate Kid: Legends è un degno sequel, è divertente, intrattiene e rispetta lo spirito dei primi film. La storia è molto semplice, non apporta niente di davvero originale, ma rimane lo stesso piacevole e coinvolgente. Ogni elemento del film è costruito nei minimi dettagli, i combattimenti sono intensi, veloci e fluidi, non sono forzati e non risultano eccessivi o pesanti.

Ma il film di Entwistle non è solo karate, perché sotto c’è una storia di riscatto, di traumi vissuti, di quanto sia difficile riprendere in mano la propria vita e di quanto, invece, sia facile sentirsi inadatti e incapaci. Attraverso il karate e la storia di Li si comprende la necessità di assimilare completamente i torti subiti e il dolore, per poi metterli da parte e combattere per la propria pace, stabilità e felicità.
Le scene sicuramente più divertenti del film sono quelle in cui LaRusso e Mr. Han interagiscono, con i loro stili differenti, bisticciano in continuazione e Li si trova coinvolto, incapace di gestire le visioni dei due e la loro follia.
Karate Kid: Legends è un film che anche i più nostalgici apprezzeranno. Sebbene con storie del genere sia sempre molto facile deludere e difficile stupire, il film di Entwistle riesce nel suo lavoro e per quell’ora e mezza ci si può lasciare andare a una storia che si conosce e sentirsi confortati e di nuovo bambini.

