Luca Guadagnino ormai è un veterano della Mostra Internazionale del cinema di Venezia e quest’anno lo fa portando Fuori Concorso un dramma. After The Hunt: Dopo la caccia vede come protagonista principale uno dei sorrisi più belli di Hollywood ovvero l’attrice Julia Roberts. Nel cast spiccano anche Andrew Garfield, che interpreta il ruolo più controverso, e la sempre più richiesta Ayo Edebiri famosa grazie alla serie The Bear. Da notare anche Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny che tornano, entrambi per la terza volta, a farsi dirigere dal regista italiano più internazionale odierno.

After The Hunt è la prima sceneggiatura dell’attrice Nora Garret che con questo film diretto da Guadagnino affronta tematiche molto attuali e all’ordine del giorno. Siamo nell’ambiente privilegiato dell’università statunitensi, più specificatamente a Yale, dove Maggie un ricca studentessa nera gay, Ayo Edebiri, accusa il professore Hank, interpretato da Garfield, di violenza sessuale. Ovviamente chi si trova in mezzo, senza volerlo, è la professoressa Alma Anville, una bionda Julia Roberts, amica fidata d’entrambi e che arriva al punto di non capire a chi credere.
Il film si apre una sera qualunque, a casa di Alma e di suo marito psicologo Frederik Olsson, un ottimo Stuhlbarg, in cui dopo una cena offerta dalla coppia si discute tra colleghi e alunni prediletti di tutto ma anche di gap generazionale femminista. Qui vengono mostrati tutti i protagonisti e le loro ambizioni, proprio a fine di questa serata succederà il reato che non verrà mai mostrato. Maggie il giorno dopo, ancora sconvolta, confesserà in privato alla professoressa quello che gli ha fatto l’assistente professore. Ovviamente la trama non è così semplice e lineare, come potrebbe essere un classico episodio di Law & Order dove c’è un’inchiesta e un verdetto finale. Questo è pur sempre un dramma e thriller diretto da Guadagnino che punta al provocatorio, in cui ti fa dubitare anche della vittima, e ne fa pure un discorso generazionale.

Il regista italiano fa quello che gli viene meglio, omaggia i suoi maestri e questa volta, si nota benissimo nei titoli di testa, è un richiamo al cinema di Woody Allen, una scelta controversa visto che si affrontano le tematiche del #MeToo. Guadagnino ne prende spunto anche nell’estetica della regia ma gli dona il suo tocco personale fatto di scene con pietanze culinarie, ambienti elitari della società alto borghese americana e dei campus dell’Ivy League.
Il film è buono anche grazie all’interpretazioni dei suoi personaggi principali tra cui spicca la protagonista della Roberts, che porta sullo schermo una donna magnetica ma non un’eroina. Non sono da meno Ayo Edebiri, che cerca in Alma un madre ma anche un amante e Garfield che interpreta un giovane uomo pieno di se, molto vanitoso che si rivelerà un vero e proprio manipolatore seriale.

Luca Guadagnino richiama alla sua corte poi la costumista Giulia Piersanti che dona a tutti outfit quiet luxury e i compositori Trent Reznor & Atticus Ross che compongono, anche in questo lavoro, una colonna sonora perfettamente allineata al film stesso. Per concludere After The Hunt: Dopo la caccia è un film Holly-Woodyliano con un ottimo cast, una regia impeccabile ma peccato che manchi di desiderio, quello che da sempre contraddistingue il cinema di Luca Guadagnino.
