Wicked: Parte 2 – La perfetta conclusione per chi ha amato il musical

18 Novembre 2025
© Universal Studios. All Rights Reserved

Dal 19 novembre, distribuito da Universal Pictures Italia, arriva nelle nostre sale italiane Wicked: Parte 2. Questo sequel, in originale Wicked: For Good, è l’adattamento cinematografico dell’Atto II dell’omonimo celebre musical teatrale che già ha convinto fans e critica con la prima parte conosciuta semplicemente come Wicked. Il cast è sempre composto da Cynthia Erivo e Ariana Grande che sono supportate da Jonathan Bailey, Michelle Yeoh, Jeff Goldblum ma anche da Ethan Slater, Marissa Bode, Bowen Yang e Bronwyn James.

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Wicked: Parte 2 ricomincia con Elphaba, che a bordo della sua scopa, cerca d’avvertire il popolo di Oz che il Mago è un ciarlatano e mente su tutto. Ormai la giovane donna è conosciuta da tutti come la Strega Malvagia dell’Ovest, vive in esilio nella foresta dove organizza attacchi per liberare gli Animali, che sotto la dittatura di Oz vengono fatti schiavi e non sono più in grado di parlare. Il film si apre con delle scene che sono l’esatta spiegazione di come funziona il fascismo, inutile negare che ci si rispecchia un paragone all’attuale clima politico mondiale, aspetto che si percepiva già alla fine di Wicked. Ritroviamo quindi il razzismo che qui colpisce gli animali parlanti, tanto che gli abitanti a quattro zampe cercano di scappare dalle loro terre e lo fanno attraverso una via segreta, che si trova proprio sotto l’inconfondibile Strada di Mattoni Gialli, che in qualche modo vuole citare la ferrovia sotterranea, una rete segreta di percorsi per luoghi sicuri utilizzati dal XIX secolo dagli schiavi afroamericani negli Stati Uniti d’America, per fuggire negli “Stati liberi” e in Canada con l’aiuto degli abolizionisti.

Madame Morrible attua un propaganda del terrore ovviamente nei confronti dell’unica donna che si è ribellata al potere di Oz e usa Glinda come figura buona e che dona speranza al popolo e Fiyero, il suo promesso sposo, ora indossa una divisa e comanda la guardia militarizzata di Oz. Nel frattempo Nessa è diventata la governatrice dei Munchkinland e Boq è il suo più fidato servitore ma è pieno di rancore contro la sua padrona. Senza svelare troppo la trama, soprattutto per chi non ha visto lo spettacolo teatrale, tutto cambia quando Elphaba incontra la sorella e poi i vecchi amici, che sono in procinto di sposarsi, ma anche il Mago di Oz, che vuole trovare un accordo con la strega che però non andrà a buon fine.

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In questo secondo capitolo ci sono tutte le scene che chi, come la sottoscritta, conosce già la storia sarà colpito da quanta fedeltà il regista Jon M. Chu usa anche nel mostrare tutti i personaggi che abbiamo conosciuto attraverso Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Come sul palcoscenico la figura di Dorothy, la bambina arrivata con la casa volante, si vede solo di spalle o come un ombra. I compagni di viaggio verso Emerald City della ragazzina del Kansas cioè: Il Leone Codardo, doppiato in originale da Colman Domingo, l’Uomo di latta e lo Spaventapasseri, vengono svelati uno ad uno durante il corso del film e ne viene mostrata la trasformazione di due di loro. Appaiono di nuovo anche le scimmie volanti che finalmente vengono liberate e dopo aver perdonato Elphaba della mutazione si uniscono a lei come suo esercito al castello di Kiamo Ko.

Ovviamente non mancano le canzoni, sono pezzi molto meno corali ma comunque interpretati e cantati meravigliosamente da Ariana, Cynthia e Jonathan che si esibisce in uno dei duetti più romantici di sempre. La canzone As Long As You’re Mine portata sul grande schermo si conferma una delle dichiarazioni d’amore più passionali e sensuali nella storia del musical e la chimica di Erivo e Bailey ti fa sentire come un terzo incomodo. Altre esibizione indimenticabili sono quella di No Good Deed, in cui Elphaba enuncia un incantesimo per salvare il suo amato e accetta il ruolo di Malvagia e ovviamente For Good dove la Strega Buona del Sud e l’amica si ricongiungono. Interessanti anche i due inediti scritti da Stephen Schwartz, il compositore originale del musical, che si intitolano No Place Like Home e The Girl in the Bubble.

Questo sequel è stato girato in parallelo con il primo quindi si ritrovano costumi e abiti nuovi curati nei minimi dettagli, scenografie ricostruite il più possibile in scala reale dove si mostrano nuove location come il rifugio di Elphaba o l’appartamento con il balcone di Glinda. Gli unici difetti che forse si possono trovare in generale in questa trasposizione è la velocità di come vengono mostrati Nessa e Boq nella loro nuova esistenza e avere una Madame Morrible che non sa cantare a causa della sua interprete in confronto alla sua versione teatrale che è addirittura un contralto.

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Per concludere Wicked: Parte 2 è molto più maturo, più dark ed è la perfetta estensione del secondo tempo del musical. Questo film che pur raccontando una storia di fantasia riesce ad essere un lungometraggio politico e con messaggi ben precisi, come quella che la storia cambia se a raccontarla è l’altra voce, quella che viene etichettata come la Villian.

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