Fresco di ben nove nomination agli Oscar 2026 è finalmente al cinema, distribuito da I Wonder Pictures, il film Marty Supreme. Questa pellicola del regista Josh Safdie racconta la storia di Marty Mauser, un personaggio ispirato alla leggenda del ping pong Martin Reisman. Quindi non un biopic ma un lungometraggio in grado, fin dalla prima scena, di mostrare il talento del suo protagonista interpretato da Timothée Chalamet che con questo ruolo si è aggiudicato la sua terza candidatura, diventando così il più giovane attore della storia ad ottenere ben tre nomination come migliore attore.

Il film ha inizio nel 1952, dove un giovane uomo del Lower East Side di New York che si chiama Marty lavora nel negozio di scarpe dello zio. La sua vita sembra destinata a seguire un’unica traiettoria: quella noiosa da commesso, senza ambizioni e senza un vero desiderio di cambiamento. Marty sente di essere nato per qualcosa di più grande, di avere una missione come quella di diventare il miglior giocatore di ping pong al mondo. L’occasione perfetta, per svoltare, sono i campionati British Open dove riesce a sconfiggere in semifinale il campione ungherese in carica Béla Kletzki, peccato che durante la finale viene battuto dal giapponese Koto Endo, giocatore sordo che utilizza una racchetta rivestita con spugna ed eroe nazionale del Giappone. Da qui la vita del protagonista si complicherà ancora di più visto che si ritroverà risucchiato in un circolo vizioso in cui avrà a che fare con uomini potenti, donne in grado di tenergli testa ma anche con il suo stesso ego che gli farà fare scelte dove rischierà la prigione e la sua stessa vita ma senza mai rinunciare al suo grande sogno.

Timothèe Chalamet recita senza pensare di risultare simpatico al pubblico, anzi più si va avanti con la storia diventa sempre più irritante, narcisista, fastidioso cosa lontanissima e opposta dal ruolo precedente quello di un giovane Bob Dylan. Questo film è in qualche mondo un Prova a prendermi di Steven Spielberg, ma molto più sporco nel linguaggio e con più ritmo, infatti ci si sente come un pallina da ping pong che viene lanciata e sbattuta da un estremo all’altro del campo del tennis da tavolo. Quello che colpisce è ovviamente il giovane attore che qui, più che in qualunque suo lavoro, seduce ma soprattutto mente e manipola chiunque gli si intralcia sul suo cammino e le uniche in grado di fermarlo, ovviamente anche con il sesso, sono l’amica d’infanzia Rachel interpretata Odessa A’zion e Kay Stone una diva e socialite facoltosa che nel film è recitata da una ritrovata al cinema d’autore Gwyneth Paltrow.
Marty Supreme è un dramedy frenetico, a tratti surreale e disturbante creato per valorizzare il suo interprete principale che è l’essenza stessa e il motivo principale per vederlo. Per concludere Chalamet con questa performace conferma sempre di più che lui è il nuovo Leonardo DiCaprio della nuova generazione di Hollywood.
